Gabriele Granato | Marketing e Web

Il buon Marketing del Giornalaio Social

Ormai i social network sono di dominio comune. Massaie, pensionati, ragazzini di tutte le età li frequentano, s’incontrano, ne parlano, si divertono.
Insomma sono i nuovi luoghi di ritrovo dell’uomo moderno. Da molti definiti “piazze virtuali“. Ma le piazze, quelle vere, esistono ancora. Non dimentichiamocelo!

In questi giorni di caos e di incredibili errori da parte di note aziende sulla gestione della loro immagine sui social network, nasce in molti si sono resi conto che così come chi ha un negozio su strada deve tenerlo pulito ed essere cortese con le persone che entrano, allo stesso modo chi decide di essere presente sulle piattaforme social deve rispettare delle regole di comportamento.

Quali? Quante? Perché?

Il discorso effettivamente non è semplice e non sto qui ad annoiarvi con chili e chili di paroloni, perché potremmo iniziare oggi a discutere e non fermarci per i prossimi 8 mesi.

Voglio invece raccontarvi un esempio reale che può essere molto utile a chi vive il mondo del virtuale.

Nel mio paese (piccolino), c’è una piazza (l’unica) ed in questa piazza c’è un giornalaio, un ragazzo di poco meno di 30 anni che da qualche tempo ha preso in gestione l’edicola.

Prima di lui c’era una signora in età abbastanza avanzata, non era molto cortese, solitamente non rispondeva a chi cortesemente la salutava e se le chiedevi un giornale “strano”, non tanto conosciuto, ti guardava male. Spesso non si alzava neanche per cercarlo.

Risultato? Mai comprato un giornale in quell’edicola. Anzi uno sì. Poi basta.

Poi un giorno capita che mi ritrovo un mio amico di infanzia all’interno dell’edicola, cambio di gestione mi dice, si vede che è contento di essere lì in quel posto, è evidente la sua gioia di avere un lavoro vero.

Non lo fa di proposito, ma il suo entusiasmo è contagioso. Saluta tutti, ricorda il nome di tutti quelli che passano davanti all’edicola (non che acquistano) e quello dei loro figli, prende nota dei giornali “strani”, li ordina e ti chiama quando gli arrivano.
Mette una piccola panchina accanto all’edicola e le persone cominciano ad utilizzarla per fare due chiacchiere, per incontrarsi e magari acquistano anche la settimana enigmistica per la zia anziana.

Qualcuno direbbe che il mio amico giornalaio ha appena creato una community, ha fatto engagement, ha aumentato il ROI. Un vero guru del social marketing.

Peccato che lui di queste cose non ne capisce proprio niente. Si è solo comportato con buon senso, educazione e con un profondo rispetto del prossimo (non del cliente, attenzione), che lo ripaga stabilendo una relazione di fiducia con lui.
Tutto questo, unito a tanto tanto lavoro e impegno, lo fa emergere dalla massa.

Forse tante note aziende che sono a-social dovrebbero imparare dal mio amico, lui sì che saprebbe come comportarsi sui social network 🙂 .

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