Gabriele Granato | Marketing e Web

Tortura per bambini

Tranquilli non è come appare, ma solo un esperimento.

Tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta, il ricercatore Walter Mischel cominciò a torturare metodicamente bambini di 4 anni alla scuola materna della Stanford University.
Più di 500 bambini furono iscritti al diabolico programma dai loro stessi genitori, molti dei quali, come milioni di altre persone, in seguito avrebbero riso senza pietà di fronte ai video dei poveri bambini che si dibattevano.

Il micidiale esperimento fu chiamato “test del marshmallow” e rappresenta un modo interessante di valutare la forza di volontà.

A ciascun bambino veniva offerto un dolcetto (il famigerato marshmallow), poi gli veniva spiegato che il ricercatore doveva uscire dalla stanza per 15 minuti. Se il bambino riusciva a resistere e a non mangiare il dolcetto fino al ritorno dello studioso, in premio ne avrebbe ottenuto un secondo.

Un dolcetto subito oppure due più tardi!

Lasciati da soli con un invitante e gustoso dolcetto (che non potevano mangiare), i bambini escogitavano ogni genere di strategia di differimento, dal chiudere gli occhi, al tirarsi i capelli, voltarsi, alzarsi e gironzolare, annusare, pesino accarezzare l’ambita preda.
In media resistevano meno di 3 minuti.

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Solo 3 su 10 erano in grado di ritardare la gratificazione fino al ritorno del ricercatore. Si capiva chiaramente che la maggior parte dei bambini aveva difficoltà con il differimento della ricompensa. La forza di volontà non era abbastanza durevole.

Dopo molti anni, Mischel cominciò a osservare sistematicamente i soggetti dell’esperimento, oramai adulti consapevoli. Le sue supposizioni si rivelarono corrette: la forza di volontà o l’abilità di differire la gratificazione era un indicatore importante del futuro successo del bambino.

Nei trent’anni seguenti i ricercatori pubblicarono numerosi studi su come i “differitori forti” se la fossero cavata meglio riscuotendo un maggior successo accademico, votazioni superiori alla media, maggiore autostima e migliore capacità di gestire lo stress.

Sul versante opposto, i “differitori deboli” sviluppavano la tendenza al sovrappeso nel 30% dei casi, più propensi allo stress e alle dipendenze in generale.

In altre parole, la costanza, la pazienza e la forza di volontà si dimostrano indispensabili per vivere una vita consapevole e di valore.

(Testo tratto e adattato da “Una cosa sola” di Gary Keller)

 

 

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