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Chi sono

buzzoole codeNon si tratta di conservare il passato ma di realizzare le sue speranze.

Mi chiamo Gabriele Granato, ho iniziato ad appassionarmi alle tematiche economiche e sociali da giovane liceale, avevo 15 anni, è passato molto tempo, ma la voglia di comprendere le dinamiche che muovono il mondo e studiare la cultura d’impresa è rimasta ancora oggi intatta. Amo tutto ciò che riesce a migliorare la vita delle persone e credo fortemente nel digitale come leva di sviluppo equo e sostenibile.

Mi occupo di marketing e digitale: nel 2012 ho fondato la 3d0, web agency specializzata in soluzioni IT, sviluppo e comunicazione digitale. Ricopro con entusiasmo e passione il ruolo di responsabile marketing & digital del Parco Archeologico di Paestum e Velia

Ho scritto con Raffaele Picilli il libro “L’inestimabile Valore – Marketing e fundraising per il patrimonio culturale” edito da Rubbettino e “Fundraising e Marketing per i musei” edito sempre da Rubbettino pubblicato nel mese di dicembre 2020. 

Tra le varie cose belle del mio lavoro c’è sicuramente il poter essere spesso a contatto con gli studenti di tutte le età, perciò svolgo sempre con molto piacere docenze presso università ed enti privati.

Da ottobre 2020 sono il Presidente di Fare Digitale, associazione che si pone l’obiettivo di valorizzare e promuovere le diffusione della cultura digitale in Italia. 

In questo spazio condivido le mie idee e riflessioni, se ti va fammi sapere cosa ne pensi!

Eventi sportivi e Social Media

Da un po’ di tempo gli eventi sportivi e social media vanno ormai di pari passo.

Siamo nell’era in cui ogni squadra, campionato o associazione sportiva ha almeno un account sui social media ed è qui che comunica qui – più che in ogni altro luogo – le informazioni importanti.
 
La cosa è talmente evidente che è diventato impossibile scorrere il proprio feed Facebook, Twitter o Instagram durante un grande evento sportivo e non essere travolto da notizie, informazioni, gif in tempo reale o meme al riguardo.
Inoltre, quasi ogni evento sportivo ha un hashtag correlato, che crea una relazione con il pubblico e porta una risposta rapida.
In più ogni atleta e sportivo oggi usa i social media per fare personal branding, comunicare con i fan, annunciare le loro attività e persino promuovere marchi e quindi fare business, grazie ai milioni di follower che li seguono.
SPORT & Marketing (2)

eSport: il virtuale non risente del CoronaVirus

Il campionato di calcio italiano si ferma. Presto stessa sorte capiterà anche alle coppe europee, alla Liga, alla Bundesliga e così via senza soluzione di continuità. E probabilmente per quest’anno dovremo dire addio anche ai Campionati Europei 2020.

L’industria del calcio sospende le attività fino a data da destinarsi. D’altra parte invece il settore dei videogiochi assiste ad un nuovo, abbastanza scontato, boom!

Infatti la diffusione del coronavirus sta accelerando le vendite dei videogiochi e la loro fruizione: l’eSport non si ferma, anzi si moltiplica! Basta dare uno sguardo alla classifica dei giochi più venduti dove troviamo ai primi 3 posti giochi sportivi come Fifa 20, GTA e NBA 2k20, la vendita di quest’ultimo  è purtroppo anche legata alla triste scomparsa della leggenda del basket Kobe Bryant, trainando emozionalmente all’acquisto del videogioco gli appassionati di basket.

La classifica dei videogiochi più venduti in Italia.

  1. Fifa 20
  2. Grand Theft Auto V
  3. Nba 2k20
  4. Tom Clancy’s The Division 2
  5. Days Gone
  6. Call of Duty: Modern Warfare
  7. Dragon Ball Z: Kakarot
  8. Red Dead Redemption 2
  9. Need for Speed: Heat
  10. Tom Clancy’s Rainbow Six Seige.

Tra i device il preferito resta la PlayStation4 che conferma il suo totale dominio sul mercato italiano, piazzando 9 tra i 10 titoli più venduti. Al secondo posto, a sorpresa, Nintendo Switch davanti a Xbox One, che vede il suo primo gioco solo al 22° posto in classifica.

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Fan Experience e 5G: come cambia lo Sport (video)

Il #5G cambierà per sempre la Sport Fan Experience?

Dai video in live-streaming, alla mixed-reality, fino all’accesso in tempo reale alle informazioni il futuro: circa il 66% degli operatori di rete più grandi del mondo hanno in programma di sfruttare il 5G per introdurre la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR) negli eventi sportivi.

La realtà virtuale è già in fase di sperimentazione in alcuni stadi in USA e attualmente già ci sono alcune APP attraverso le quali i team – in collaborazione con gli operatori mobili – cercano di trasformare per trasformare gli stadi in luoghi di condivisione e coinvolgimento per i loro fan.

Per esempio i Dallas Cowboys stanno sperimentando molto in questo senso utilizzando il 5G allo stadio AT&T per aumentare la Fan Engagement Experience 🤩 👇

“In futuro riusciremo fornire contenuti senza che i dati lascino nemmeno lo stadio – afferma Stagg, director of mobile strategy at BT Sport – ciò ci permetterà di la latenza in modo esponenziale e ciò consentirà al fan di scegliere e visualizzare diverse angolazioni della telecamera in tempo reale, così lo spettatore avrà il completo controllo della propria Experience.”

 

Valore, valorizzazione e valori (di Mauro Giancaspro)

Di seguito voglio condividere con voi la splendida prefazione scritta dal Professor Mauro Giancaspro per il libro “L’inestimabile Valore – Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale” che ho scritto insieme a Raffaele Picilli.

Valore, valorizzazione e valori: una sfida da cogliere e da vincere per lo sviluppo del patrimonio culturale.

La parola “valore”, come leggiamo nel Dizionario della Filosofia di Nicola Abbagnano, che è stato un fondamentale punto di riferimento nel corso degli studi universitari di noi ultrasessantenni, “fin dall’antichità fu usata a indicare l’utilità o il prezzo dei beni materiali e la dignità o il merito delle persone”.

Già il sostantivo  greco αξια (axìa) indicava tanto  il pregio, il prezzo di un oggetto,  quanto il merito di una persona, l’aggettivo αξιοσ (àxios)  sia ciò che valeva, sia chi era meritevole e il verbo αξιοω (axiòo) sia il valutare il prezzo di un bene, sia l’apprezzare come meritevole un individuo. La lingua latina distingueva le diverse accezioni in due differenti parole: praetium, che si riferiva al valore materiale e venale – sulla base del quale un oggetto poteva diventare praetiosus – e virtus che si riferiva al valore morale, alla forza d’animo, al coraggio, a chi era virtuosus.

La nostra lingua, pur essendo di origine neolatina, ha assegnato nel tempo alla parola valore, la stessa ampiezza di confini semantici della parola greca αξια, accogliendo sia il significato riferito al valore materiale, al praetium  latino, sia il significato di valore morale riferito alla virtus.

Coerentemente, anche la valorizzazione del nostro patrimonio culturale può e deve svilupparsi con un impegno parallelo per diffondere conoscenza e fruizione, e per individuare in esso fonti energetiche anche economiche: come dire virtus, ma anche preatium.

Qualcuno ha sostenuto e ripetuto che i beni culturali italiani possono essere considerati il “nostro petrolio”.

Considerazione che, detto per inciso, avrebbe dovuto spingere chi ci governa e chi fa le leggi, a incentivare nelle scuole lo studio della storia dell’arte e soprattutto del latino e del greco antico, che al di là del loro valore per il recupero della nostra coscienza storica, sono strumenti di lavoro per chi deve dedicarsi alla tutela, alla conservazione, alla divulgazione e, in una parola, alla valorizzazione di un patrimonio culturale che tutto il mondo ci invidia.  

Un’occasione probabilmente mancata. Ma a questa mancata occasione si contrappone la volontà diffusa di chi sente il bisogno di partecipare attivamente, di condividere con l’azione di volontariato e di contribuire economicamente per sentirsi protagonista attivo della crescita della cultura del nostro paese. E per cultura, tra le tante non sempre convergenti definizioni, ci piace accogliere quella indicata da David Throsby, nel suo saggio del 2001 Economics and culture, citata in apertura da Gabriele Granato e Raffaele Picilli: è cultura “tutto ciò che riguarda le credenze, gli usi e i costumi condivisi da una comunità”.

Un efficace programma di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, allora, non può non passare attraverso la condivisione di tutti, con appelli e coinvolgimenti che le nuove vie della comunicazione consentono.

Chi ha lavorato nel settore dei beni culturali, sa bene che l’accrescimento del patrimonio delle biblioteche, dei musei, delle gallerie e la tutela e la conservazione di siti archeologici e di beni paesaggistici e demo-etno-antropologici, sono stati in passato agevolati dal mecenatismo e dalla generosità di donatori.

Ora non è più tempo, per chi gestisce il nostro patrimonio, di attendere, quando arriva, l’azione del benefattore.

E non bastano più i soli organi centrali e periferici dello Stato per la tutela dell’integrità del bene, per la sua valorizzazione e lo sviluppo della sua funzione di educazione e di crescita culturale, umana ed economica. Diventa indispensabile la condivisione con tutti e con tutte le energie disponibili.

Oggi intorno a una volontà che appare in crescita, vuoi per generosità, vuoi per interessi fiscali, vuoi per desiderio di partecipazione personale attiva, anche con prestazione d’opera e di servizio, è arrivato il momento di fare sistema, di creare professionalità e procedure specifiche e specializzate.  

Da qualche tempo sta nascendo anche in Italia, per L’inestimabile valore del patrimonio che ci sta intorno, il fundraising.  

Gabriele Granato e Raffaele Picilli, coordinatori di un prestigioso gruppo di lavoro ed essi stessi autori, danno alle stampe, affidandolo a un editore di consolidatissima esperienza come Rubbettino, questo libro.

Ci viene spiegato come si organizzano e si gestiscono i sistemi di comunicazione, di informazione e di coinvolgimento nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio; come si organizzano piani articolati di ricerca fondi; quali possono essere i parametri ai quali riferirsi; quali i binari dei tessuti sociali e produttivi sui quali incanalare l’attività di individuazione e di coinvolgimento  di eventuali partecipanti e stakeholder; quali le esperienze straniere di eccellenza cui riferirsi; come si organizzano, insomma, marketing e fundraising per il patrimonio culturale, dato il suo Inestimabile valore.

Ma soprattutto invitano i lettori a raccogliere questa nuova, vera e propria sfida e a scommettere su di essa.

Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale
Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale

Paestum e Confindustria a sostegno della cultura

Il Parco Archeologico di Paestum e Confindustria Salerno si uniscono a sostegno della cultura e della storia del sito archeologico di Poseidonia – Paestum, venerdì 8 marzo 2019, alle ore 18:00, presso la sede di Confindustria Salerno, in via Madonna di Fatima.

L’incontro – presieduto dal presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, da Alfonso Andria, Consigliere di Amministrazione del sito di Paestum e da Andrea Prete, Presidente di Confindustria Salerno – si rivolgerà alle aziende che operano nel territorio campano per creare nuove forme di sinergia che coinvolgono il settore pubblico e privato. Durante la serata saranno premiate le aziende che finora hanno sostenuto il Parco Archeologico di Paestum e che fanno parte del “Circolo di Nettuno” ovvero un ristretto gruppo di donatori a cui il Parco ha riconosciuto una serie esclusiva e vantaggiosa di benefits sfruttabili sia in termini di ritorno di immagine sia di sgravi fiscali.

Un legame serio ed intenso dunque stringe tra loro mondo della produzione, cultura e territorio. Da questo sono derivati, tra gli altri, progetti come quello finanziato dalla Fondazione Mezzogiorno Tirrenico – su proposta di Confindustria Salerno – volto ad allargare ancor di più la ricerca e la progettazione di interventi di restauro presso il sito archeologico di Paestum.

Nell’ottica della definizione di strategie di marketing e di pianificazione territoriale, il Parco Archeologico di Paestum è considerato un “grande attrattore” capace, cioè, di porsi quale volano di sviluppo e di crescita del territorio provinciale e regionale. Ben si comprende, dunque, che un lavoro di squadra che unisce gli interessi di tutti gli attori del territorio sia positivo in termini di crescita e, soprattutto, di ritorno economico. Sostenere i progetti del Parco Archeologico di Paestum significa anche migliorare l’immagine delle aziende private e, non da meno, partecipare attivamente a cambiare il futuro, salvando il passato.

I modi per sostenere i progetti del Parco sono diversi: durante la serata sarà presentata una brochure che spiegherà in sintesi come e perché sostenere il Parco e quali vantaggi sono associati a tale azione. Sempre all’evento dell’8 marzo, i partecipanti potranno assistere in anteprima alla proiezione dello spot emozionale “Il viaggio del tempio di Nettuno”, realizzato da Hobos Factory.

Alla serata saranno presenti le seguenti aziende che finora hanno sostenuto le attività del Parco e che rientrano nel Circolo di Nettuno: D&D Italia (D’Amico), Savoy Beach Hotel di Giuseppe Pagano, Tenuta Vannulo di Antonio Palmieri e Famiglia, Pastificio Di Martino G. & F.lli SpA (Pasta Antonio Amato), Sorrento Sapori e Tradizioni srl e Caseificio Barlotti Paestum.

Invito 8 marzo 2019