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Ernie Davis

La storia di Ernie Davis è incredibile.

Siamo alla fine degli anni ’50 nell’America della segregazione razziale, del Klu klux Klan, della superiorità della razza bianca. Un paese uscito vincitore dalla guerra ma ancora perdente nel riconoscimento dei diritti umani.

Ernie era solo un bambino nel 1951 quando la vita gli diede il primo duro colpo lasciandolo orfano di padre. Ma Ernie seppur apparentemente fragile, era già forte e coraggioso.

Si trasferì ad Elmira nello stato di New York con la madre e – dopo aver ottenuto successi su successi in molti sport – decise di dedicarsi esclusivamente al suo vero amore: il football.

Ernie però non era solo un ragazzo orfano, uno sportivo pieno di talento e predestinato. Era anche afroamericano, di colore, negro. E l’america del dopo guerra non era un buon posto per essere un orfano, afroamericano, con tanto talento (molto di più di tutti i ragazzi bianchi messi insieme).

Nonostante gli ostacoli creati dall’odio e dall’invidia, Ernie fece quello che nessuno prima di lui era riuscito a fare: scelto dalla Syracuse University, diventò in pochissimo tempo il leader indiscusso della squadra, la portò a due importantissimi Bowl e fu insignito del massimo riconoscimento del football universitario statunitense, l’Heisman Trophy. Diventando il primo giocatore di colore a fregiarsi di tale riconoscimento.

La vita però non aveva smesso di tirargli brutti colpi, anzi il più duro non era ancora arrivato.

Nel 1962 Ernie dovette terminare la sua carriera di giocatore professionista a soli 22 anni, non potendosi godere la meritata fama. Una forma gravissima di leucemia lo colpì a tradimento. Nel fiore degli anni. All’apice del successo. Incredibile.

Ancora una volta però Ernie non si arrese. Lottò strenuamente. Portò avanti con coraggio la causa dei fratelli afroamericani e dimostrò al paese intero come andavano combattute le battaglie che la vita ci pone davanti: con coraggio, a testa alta.

Ma non bastò. Dopo un anno di malattia, di magnifici esempi di umanità, Ernie entrò nella leggenda.

Lui che correva più forte di tutti gli altri, lui che aveva più talento di tutti gli altri, lui buono, gentile ed educato più di tutti quanti gli altri: Ernie Davis, conosciuto ancora oggi come The Elmira Express, il treno di Elmira, sintesi perfetta della sua straordinaria potenza e dell’incredibile velocità.

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  • Jacopo Ronchi

    Grande giocatore, il più grande a livello universitario, è morto si, ma il suo nome è diventato leggenda…anche per la sua lotta alla segregazione. Anche la morte ha fatto fatica a prenderlo tanto era veloce.