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La vita al contrario

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.
Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

Woody Allen

Io odio la parola fortunato

Io odio la parola “fortunato”, sminuisce un sacco di lavoro.

Vivere in un appartamento di Brooklyn senza riscaldamento e pagare per mangiare piatti in una cantina, non credo che allora mi sentissi fortunato.
E fare spettacoli per 50 dollari e cercare di essere onesto con me stesso e rifiutare le pubblicità dove mi volevano come fenomeno da baraccone.
Dire che sono stato fortunato nega il duro lavoro che io ci ho messo ed è un’offesa a quella persona che si congelava la
chiappe a Brooklyn.
Per questo io non dirò che sono fortunato.

Ho convogliato la mia sorte per trovare o attrarre persone di grande talento. Per qualche ragione io ho trovato loro e loro hanno trovato me.

peterdinklage

Per un pugno di dollari stai per fallire e te lo meriti pure

Quando un’azienda con una Fanpage su Facebook incontra un’azienda con un vero sito Web, l’azienda che sta solo su Facebook (perché tanto che mi serve il sito, qui spendo poco e posso mettere pure le foto di mia suocera al mare) è un’azienda morta!

(Clint Eastwood in “Per un pugno di dollari stai per fallire e te lo meriti pure“)

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L’armonia della vita (Tiziano Terzani)

L’armonia della vita secondo il filosofo Tiziano Terzani

Questo è un concetto che la cultura occidentale ha dimenticato: tutto è uno!
L’idea della dicotomia è profondamente sbagliata e niente meglio di un grande simbolo cinese, la ruota dello yin e dello yang, rappresenta la vita: l’universo è l’amornia degli opposti, perché non c’è acqua senza fuoco, non c’è femminile senza maschile, non c’è notte senza giorno, non c’è sole senza luna. Non c’è bene senza male!

E questo simbolo è perfetto perché il bianco e il nero si abbracciano e all’interno del nero c’è un punto del bianco e all’interno del bianco c’è un punto del nero.

Pensa ad una faccenda sulla quale non riflettiamo mai, noi che perseguiamo il piacere in ogni modo:
non c’è piacere senza sofferenza e non c’è sofferenza senza piacere. Solo quando capisci questo godi del piacere e accetti la sofferenza! Noi non accettiamo che la nostra vita abbia in sé la sofferenza.

Non l’accettiamo, non ci piace! E allora pasticche contro questo, iniezioni contro quell’altro, droga, gioie effimere… per nascondere la verità che è accanto al piacere: la sofferenza. […] La cura è un’altra. Non è la cura, è la guarigione che cerco, e la guarigione è la ricostituzione dell’equilibrio.

L’armonia della vita!