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Dal Marketing Tradizionale a quello Digitale

Mohanbir Sawney e Philip Kotler alcuni anni fa, consapevoli delle enormi conseguenze derivanti dalla diffusione della Rete e l’adozione di Internet da parte di consumatori, imprese e istituzioni, nel loro articolo “Marketing in the age of information democracy” misero ben in evidenza che:

un marketing efficace nell’era delle informazioni accessibili (marketing digitale) richiede un cambiamento di tre assunzioni chiave“.

In particolare gli autori facevano riferimento alle seguenti trasformazioni nell’approccio del marketing tradizionale:

  1. il passaggio per il ruolo dei marketer da controllori degli scambi a facilitatori degli stessi. Nel nuovo scenario gli addetti al marketing devono rivedere il loro ruolo e facilitare le relazioni con i clienti, ascoltarli, invitarli a partecipare, lasciare che definiscano loro le nuove regole dell’engagement;
  2. i marketer devono modificare anche le policy alla base della loro attività, considerare positivamente le nuove tecnologie e gestire al meglio questa trasformazione all’insegna della trasparenza nelle informazioni, nell’accesso e nelle modalità di comunicazione delle stesse;
  3. bisogna infine considerare il passaggio di tempo ed energie da parte degli addetti marketing dall’acquisizione di nuovi clienti al servire in maniera completa e migliore quelli attuali (che poi attraverso il passaparola sono il miglior canale per nuove acquisizioni). Questo approccio richiede la volontà di capire il proprio target, ascoltarlo, interpretarne i bisogni: dalla customer acquisition alla customer retention.

Questa è la nuova metafora del marketing digitale: da cacciatori a giardinieri.

Invece di cacciare nuovi clienti, il nuovo ruolo del marketing è quello di coltivare una relazione di valore con i clienti e i loro amici.


Liberamente tratto dal libro “Marketing digitale” di Paola Peretti.

La 5° P: le Persone

Coinvolgimento, interazione, dialogo, questa è la 5 P… ovvero noi, le Persone 🙂 !

Liberamente tratto da un articolo di Brian Solis:

Consumatore: “Io voglio il divorzio.”
Brand: “Cosa? Perché?”
Consumatore: “Noi non parliamo più.”
Brand: “Ma come, spendo milioni e milioni in pubblicità su Tv e radio proprio per parlare con te.”
Consumatore: “Esatto, tu parli parli parli eppure io non ho mai avuto l’opportunità di… [in realtà non ho mai avuto valore per il brand, non mi sono mai sentito coinvolto.]”
Brand: “Ma no. Tu puoi comunicare con noi sul nostro sito Web. Puoi commentare, puoi cliccare su mi piace, fare un RT… ecc…”
Consumatore: “Ma dai.. l’unica cosa che posso dire è ‘Ordina questo prodotto.’”
Brand: “Beh…!”
Consumatore: “Questo non è esattamente un dialogo!”

Vai all’articolo originale.

Per il Marketing, il Web è una torta

La torta è buona, dolce, gustosa e ce ne sono di vari tipi per accontentare i gusti di tutti.

Oltre tutte queste succose caratteristiche, la Web-Torta (variante molto particolare di torta 🙂 ) ne ha un’altra di fondamentale importanza: è potenzialmente infinita, può crescere a dismisura.

Se oggi la Web-Torta può saziare 10 persone, domani ne potrà saziare con la stessa facilità 1.000 o milioni. Basta solo avere la pazienza di far conoscere a tutti la bontà della Web-Torta, educare i palati più ignoranti, diffondere la buona novella.
Condividere con gli altri le proprie esperienze, unire le competenze e migliorare sempre di più il prodotto.

E’ questo il compito principale del consulente di Web-Torta Marketing: migliorare e far amare a tutti questo fantastico prodotto.

Purtroppo però qui vengono le note dolenti, per due motivi fondamentali:

  1. non tutti i consulenti di Web-Torta Marketing hanno capito le potenzialità del prodotto;
  2. non tutti i sedicenti consulenti sanno veramente cosa sia una Web-Torta.

I primi cercano di accaparrarsi la fetta più grande, come le iene sulle carcasse. Si sbranano tra di loro. Vivono alla giornata ingozzandosi di quanta più torta sia possibile lasciando agli altri le briciole e distruggendo negli altri la voglia di torta. Desertificazione è la parola più adatta. Dove passano loro non cresce più niente.

Invece la Web-Torta va amata, seguita, migliorata. Va poi portata in giro, mostrata a chi non la conosce. Ingozzarsi e basta è un vero delitto!

I secondi – i sedicenti consulenti – al massimo sanno fare dei biscottini, la glassa, la decorazione, ma non hanno la competenza necessaria, l’esperienza e neanche la formazione per saper fare una buona Web-Torta.
Vorrebbero tanto saper fare una buona Web-Torta, hanno intuito le enormi potenzialità  e si spacciano per quelli che non sono. Vanno in giro presentando i loro biscottini (buonissimi, per carità) facendoli passare per delle torte di prima qualità. E purtroppo molti sprovveduti ci cascano.. e come se ci cascano.

Ma sai fare i biscottini? E fai i biscottini, punto! Non c’è niente di male nel fare i biscottini. I biscottini sono buoni, saporiti, piacciono a tantissimi, ma non sono una torta. Non lo sono e non lo saranno mai, rassegnati!

NdA: ogni riferimento a fatti, cose, persone, WEB, SEO, Social Media evangelist, Web Marketing specialist è puramente casuale.

Fetta di marcato

Costruire relazioni di valore 2.0

Il web 2.0, il marketing mobile, il search engine optimization, il social media management e chi più ne ha più ne metta. Tutti offrono la loro ricetta per farti fare un mucchio di soldi sulla rete.

Chi ti dice che essere in prima posizione su Google è fondamentale altrimenti non sei nessuno. Come non hai la fanpage su Facebook? E che campi a fare. Twittare è il verbo. E con una spruzzatina di online advertising ti compri la villa a Capri (o Carpi dipende dal budget).

Wow! Dice il piccolo imprenditore bolzanino o l’artigiano lucano. Ho sempre desiderato la villa a Capri (in alternativa anche Carpi mi sta bene).

Ed io che devo fare? Niente di particolare: firma il contratto, paga la fattura e poi facciamo tutto noi.

Tutto voi? Ottimo, intanto allora vado all’agenzia viaggi per prenotare i biglietti per Capri (mi hanno detto che online risparmierei ma non ne capisco niente; meno male che ci sono questi SEO guru social media evangelist che pensano a tutto).

Ehm… scusi… posso?

Ho inavvertitamente ascoltato la vostra discussione, mi scusi per l’intrusione, mi permetto di farle una domanda: ma se lei non costruisce una relazione di valore con i clienti come può pensare che stare in prima pagina su google le farà aumentare le vendite? Una semplice fanpage come aumenterà il suo fatturato? E soprattutto come avverrà tutto questo senza un suo – seppur minimo – intervento?

In fin dei conti, l’azienda è sua :-).

Le do un consiglio spassionato, non stia a sentire nessuno. Se ha un’azienda da più di 30 anni nessuno meglio di lei sa come si porta avanti un’impresa.

Sono nati strumenti innovativi ed è possibile utilizzare nuovi canali, ma l’obiettivo deve essere sempre lo stesso: dare valore alle persone, fare in modo che si fidino di lei, coinvolgere i clienti, ascoltarli, interpretarli, coccolarli.

Bisogna solo implementare la giusta strategia con gli strumenti messi a disposizione dalla rete e dalle nuove tecnologie: insomma deve continuare a fare il suo lavoro, costruire relazioni di valore, ma 2.0.

Che cos’è il Web Marketing?

Non sono un professore, scienziato o uno dei tanti tuttologi che hanno invaso il mondo. Infatti non avendo tutte le verità in tasca, ho deciso di rendere pubblica la mia ignoranza ponendo al mondo della rete una semplice e (pare) allo stesso tempo complicatissima domanda:

che cos’è il web marketing?

Questo mio dubbio nell’ultimo periodo è divenuto un enigma inestricabile, soprattutto a causa della vorticosa ascesa dei VIP del momento: il SEO e i Social Network.

Troppi SEO Specialist, Social Media Expert, Search Engine Evangelist scorazzano su e giù per il web professando il verbo e promuovendo incredibili campagne di Web Marketing (e qui casca l’asino) in grado da un giorno all’altro di cambiare la vita delle piccole e grandi aziende italiane, chissà se in meglio o in peggio.

Pertanto, spinto anche da un ottimo articolo di Andrea Voigt, ho preso coraggio e mi sono buttato a capofitto alla ricerca della definizione perduta.

Che cos’è il Web Marketing?

E come avrebbe fatto un Indiana Jones 2.0 qualsiasi ho creato un sondaggio su Facebook, ho fornito varie risposte “pre-fabbricate” e mi sono divertito ad inserire dei simpatici trabocchetti, pensando: magari qualcuno ci casca :-).

Più di 100 persone (tra cui moltissime voci autorevoli) mi hanno fatto felice dando una risposta (per di più sensata), facendo sì che questa mia ricerca acquisisse un valore sostanziale.

Web MarketingLa definizione con più risposte è quella che fornisce anche Wikipedia (la possiamo ormai considerare la fonte più autorevole che esista?), ovvero il Web Marketing è la branca della attività di marketing che sfrutta il canale online.

Stop. Semplice, chiaro e conciso.

Anche tutte le altre definizioni che hanno ricevuto più voti legano e fanno discendere, inesorabilmente, il Web Marketing dal Marketing.

Ovvio, direte voi! Eh no, purtroppo no. Bisogna dirlo, urlarlo, dimostrarlo. E poi ripeterlo e dirlo di nuovo.

Il Web Marketing opera online, così come il Marketing opera offline.
Cambiano gli strumenti, le piattaforme, le soluzioni, i soggetti e il loro modo di agire ed interagire. Ma sono, alla radice, la stessa cosa (addirittura alcuni hanno risposto al sondaggio scegliendo la definizione di Marketing offerta da Wikipedia).

Dopo questo lungo pistolotto, voi vi chiederete ma perché questo ci sta martellando con questi concetti scontati?

Perché nella realtà non è così.

Se navigate un po’ troverete degli esempi di servizi di Web Marketing offerti in giro che lasciano veramente a bocca aperta. Cito testualmente:

  • indicizzazione sui motori di ricerca compresa della traduzione dei testi nelle altre lingue;
  • campagne Pay per Click Management e Seo, anche conosciute come “posizionamento su google”;
  • visibilità sui motori di ricerca e i social network;
  • ecc.

Tutte cose importanti, necessarie, molto alla moda. Ma nessuno di questi può essere definito, in maniera propria e precisa, un servizio di Web Marketing, mai!

Il SEO non è Web Marketing e non lo sarà mai.

La presenza di un’azienda sui Social Network non è Web Marketing e non lo sarà mai.

E bisogna dirlo, urlarlo, ripeterlo all’infinito. Non per un mero puntiglio lessicale, ma perché abbiamo la sacra responsabilità di comunicare concetti giusti, formare ed educare i nostri clienti ed interlocutori, non disorientarli, preparare un terreno fertile per nuove idee e nuovi business.

Insomma dobbiamo farlo per rendere il mondo un posto migliore in cui far crescere i nostri figli e per combattere la povertà e la fame nel mondo :-)!