Gabriele Granato | Marketing e Web

Il fenomeno Startup: un problema sociale

Ormai siamo inondati.
Quelli come me che vivono la rete per mestiere, incontrano ogni giorno sul loro cammino, decine di notizie, comunicati, lanci di Startup, incubatori, VC, investimenti e crowdfunding. Un mare infinito di persone che si dedicano solo a questo.

Moda temporanea? Bolla pronta ad esplodere?

No, per me è molto più semplicemente un problema sociale.

Qualche decennio fa, le giovani generazioni avevano la strada (non spianata) ma perlomeno segnata. Sapevano che se volevano una cosa e intraprendevano un determina percorso, con buone probabilità sarebbero giunti alla loro meta.

Il sentimento che li animava era intriso di fiducia nel loro impegno.
Tanto è vero che i principali problemi sociali erano dettati dal voler migliorare la propria condizione: maggior retribuzione, più tutele, diritti certi. Questo perché una condizione, qualsiasi essa fosse, c’era.

 

Oggi, non se ve ne siete accorti, ma è tutto diverso, stravolto (anche se molti continuano ad utilizzare gli stessi schemi mentali degli anni settanta).

I giovani non hanno più alcuna speranza fondata. Lo studio, anche accademico, non è propedeutico a nulla. Non è vero che i migliori occupano i posti più importanti (basta guardare il parlamento o capitani d’industria eredi di genitori e nonni dei quali non hanno preso assolutamente niente).

Come conseguenza, le giovani generazioni hanno smesso di lottare per cambiare le cose, perché loro una cosa seppur piccola non ce l’hanno. Come si fa a lottare per una retribuzione migliore se una retribuzione un giovane non l’ha mai percepita? Come si fa a pensare alla pensione?

Da qui ne deriva uno sfaldamento profondo del senso civico ed una sfiducia nelle istituzioni. Purtroppo. Ed ancora, i giovani smettono anche di cercare lavoro (boom disoccupazione alle stelle).

E cosa fanno? Carichi di sfiducia negli altri, delusi da una società marcia, pieni però di forze ed energie decidono di puntare solo su sé stessi. Sulle loro idee. Sui loro sogni che oggi prendono il nome di Startup.

Peccato che le loro idee spesso sono sciocchezze e i loro sogni irrealizzabili. Ma loro non lo capiscono, vogliono vivere, vogliono sposarsi, vogliono avere dei figli. Meglio provare e fallire, piuttosto che che rinunciare e fallire lo stesso.

I mantra sull’autostima si sprecano. Se puoi sognarlo puoi farlo. Nessuno però che dica che se non puoi farlo te lo puoi solo sognare.

Infatti un numero incredibile di Startup fallisce miseramente. Pochissime riescono, quelle che hanno successo vero si contano sulle dita di una mano.
Per la stragrande maggioranza ci sono solo anni e anni di impegno barbaro, sangue e sudore,e niente più. Non lo dico io, basta guardarsi intorno.

In conclusione, volete leggere in profondità il fenomeno sociale che muove le Startup?
Bene. Allora non si può ignorare che prima di essere un canale di speranza, è un grande grosso problema!

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