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L’inestimabile Valore – Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale

L’inestimabile Valore è realtà!

Sì, è vero! Al giorno d’oggi chiunque scrive un libro, perfino io 😀 poco fa mi è arrivata la conferma dall’editore e ancora non mi sembra vero.

È stata una lunga avventura, tanti alti e bassi, momenti di machimelofafare e voglia di veder realizzato un sogno che mi porto dietro da quando sono bambino: scrivere un libro, wow!
Chi l’avrebbe mai detto. Eppure è così… me lo conferma anche Amazon e gli altri store online sui quali è già possibile acquistarlo (segui questo link) 🎉

Senza perdere di vista il digitale e le nuove tecnologie torno al mio primo amore, il #marketing 💙 ed insieme a Raffaele P Picilli – senza dubbio uno dei più bravi consulenti di #fundraising che abbiamo in Italia – ci lanciamo in una dichiarazione d’amore verso il nostro magnifico patrimonio culturale, chiedendoci cosa si possa fare per valorizzarlo al meglio e viceversa cosa possa fare il patrimonio culturale per offrire valore economico, sociale, occupazionale al nostro paese.

La prefazione è del Prof. Mauro Giancaspro, che ci ha fatto un meraviglioso regalo scrivendo parole che porterò sempre con me ed un grazie a Rubbettino Editore per la fiducia e la stima, che di questi tempi è oro colato ed ai tanti amici che hanno contribuito alla stesura del libro.
NB. ovviamente non avrei potuto scrivere neanche una virgola senza il team 3d0 che mi ha aiutato, supportato e sopportato 😏 quindi è colpa loro, eh!

#jamme 😃 🤙

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Il protocollo HTTPS è un fattore SEO?

Molti web marketer e seo specialist se lo chiedono: ma il protocollo HTTPS fa davvero la differenza sul posizionamento di un sito web sui motori di ricerca? Partiamo dalle basi.

Che cos’è il protocollo HTTPS?

Google in persona ci dice che:

“HTTPS (Hypertext Transfer Protocol Secure) è un protocollo per la comunicazione su Internet che protegge l’integrità e la riservatezza dei dati scambiati tra i computer e i siti. Gli utenti si aspettano che l’esplorazione di un sito web avvenga in modo sicuro e riservato. Ti incoraggiamo, pertanto, ad adottare il protocollo HTTPS per proteggere la connessione degli utenti al tuo sito web, indipendentemente dai contenuti del sito.

I dati inviati utilizzando HTTPS vengono tutelati mediante il protocollo Transport Layer Security (TLS), che fornisce tre livelli di protezione essenziali:

  1. Crittografia. I dati scambiati vengono criptati per proteggerli dalle intercettazioni. Ciò significa che, mentre l’utente consulta un sito web, nessuno può “ascoltare” le sue conversazioni, tenere traccia delle attività svolte in più pagine o carpire le sue informazioni.

  2. Integrità dei dati. I dati non possono essere modificati o danneggiati durante il trasferimento, intenzionalmente o meno, senza essere rilevati.

  3. Autenticazione. Dimostra che gli utenti comunicano con il sito web previsto. Protegge da attacchi man-in-the-middle e infonde fiducia negli utenti, il che si traduce in altri vantaggi commerciali.”

Sempre Google poi dopo averci spiegato cosa sia il protocollo HTTPS entra nel dettaglio e risponde chiaramente alla domanda del titolo di questo post: “HTTPS as a ranking signal” (articolo pubblicato il 6/8/2014 su Google Webmaster Central Blog.

Quindi lascia poco spazio ai dubbi. Il protocollo HTTPS influenza fortemente il posizionamento dei siti web ed è un fattore SEO per migliorarlo o attestarlo su alti livelli.

La sicurezza è una priorità assoluta per Google, come ci ricorda il Tagliaerbe. Investiamo un sacco per fare in modo che i nostri servizi abbiano un livello di sicurezza ai massimi nel settore, come una forte crittografia HTTPS di default. Ciò significa che chi utilizza la ricerca, Gmail e Google Drive, per esempio, ha automaticamente una connessione sicura verso Google.

Ovviamente se un sito web non è ottimizzato, fatto male, realizzato con una tecnologia obsoleta e non è mobile-friendly non c’è protocollo HTTPS che tenga. Anzi.

Web Agency Napoli

Anche noi sul sito 3d0 Web Agency abbiamo adottato l’HTTPS e questo ci servirà per fare qualche test di prima mano. Vi faro sapere 😉

 

10 cose che i tuoi consumatori vorrebbero tu sapessi di loro

Conosci bene i tuoi consumatori? Le loro abitudini, esigenze e desideri?
Soprattutto se hai uno shop online, e non puoi quindi avere un rapporto “fisico” con i tuoi clienti, si rende necessario rispondere a queste domande ed approfondire gli usi e i costumi dei tuoi utenti online.

abbigliamento donna

10 cose che i tuoi consumatori vorrebbero tu sapessi di loro.

  1. Pensano che un servizio “buono” di qualità abbia un valore maggiore di un servizio “veloce”: 15 minuti di paradiso è meglio che 5 minuti di inferno.
  2. Amano le personalizzazioni: saranno molto lieti di pagare di più per avere un prodotto/servizio che è solo loro e di nessun altro.
  3. Ti ricorderanno se tu ti ricordi di loro: se riesci a ricordare il loro nome penseranno che avrai la stessa attenzione e dedizione anche nell’offrire loro il miglior prodotto/servizio.
  4. Ci sono poche cose di cui i clienti parlano più di una piacevole sorpresa: se riesci a catturare la loro attenzione sorprendendoli, saranno tuoi per sempre (se per esempio hai un negozio di abbigliamento da donna puoi regalare un foulard per ogni acquisto di un costoso tailleur).
  5. Creare valore con i clienti non è un’attività costosa: il concetto “Frugal WOW” è molto importante per le piccole aziende o gli store online.
  6. I consumatori rimarranno “attaccati” ai tuoi programmi di fedeltà: devi però dare loro un buon motivo.
  7. I consumatori amano le storie legate ai brand: ma riuscirai a vendere di più solo se l’utente percepisce che la storia è vera ed originale.
  8. Se stai provando ad innovare, i tuoi clienti fedeli sono una grande risorsa: molte ricerche hanno messo in evidenza la relazione tra i clienti acquisiti e l’innovazione aziendale.
  9. Vogliono vivere un’esperienza: vendere del “tempo” piuttosto che un prezzo basso è il miglior modo per dare valore al tuo brand.
  10. Se non parli di soldi, i clienti si sentiranno maggiormente al centro dell’attenzione: i consumatori non vogliono sentirsi un numero, ma delle persone.

 

SEO: classificare gli intenti di ricerca

A cosa serve la SEO? A fornire risposte utili e rilevanti a coloro che effettuano una ricerca.

Per questo motivo, per chiunque abbia voglia di realizzare una strategia seo, si rivela essenziale comprendere a fondo qual è l’intento di ricerca degli utenti, o in altre parole, cosa desiderano realmente trovare.
Deve essere chiaro a tutti che l’utente web quando effettua una ricerca su Google vuole trovare qualcosa di specifico, e non arrivare su una pagina qualsiasi.

Determinare l’intento di ricerca

Come prima cosa è utile effettuare una classificazione degli intenti di ricerca, capire quali sono le differenti tipologie di ricerca in modo tale da schematizzare e quindi semplificare la nostra analisi.
La ricerca può essere effettuata con l’intento di:

  • di navigazione
  • di informazione
  • transazionale

Ricerche con l’intento di navigazione

L’intento di ricerca di navigazione è quello di individuare un determinato sito web oppure una particolare pagina web, un forum, una directory, un portale o un blog. Spesso l’utente ha ben in mente il sito che vuole raggiungere ma non ne ricorda esattamente il nome oppure lo ha completamente dimenticato. O ancora non ricorda l’estensione del dominio di primo livello (.it o .com), quindi utilizza il motore di ricerca per agevolare la navigazione.
Pensiamo a tutti coloro che cercano su Google la parola “Facebook”: chi di noi non lo ha mai fatto?

Ricerche con l’intento di informazione

L’intento di ricerca informativo si configura quando l’utente cerca di individuare il contenuto relativo ad un determinato argomento, vuole apprendere una particolare nozione, in pratica si vuole informare su qualcosa.
Che tempo fa oggi? Qual è il risultato della partita? Quando parte il treno per Torino?
Il motore di ricerca qui viene usato come suggeritore di risposte.

Ricerche transazionali

L’intento della ricerca transazionale è finalizzato al compimento di un’azione: comprare un prodotto, chiedere informazioni su un servizio, registrarsi ad una newsletter, noleggiare un auto. L’utente in questi casi utilizza il motore di ricerca per trovare un sito web che possa offrirgli ciò che vuole comprare o a cui possa richiedere l’esecuzione di alcuni servizi.

Conclusioni per fare SEO

Come è facile immaginare la maggior parte delle ricerche sono di carattere informativo, circa 8 su 10 sono effettuare con l’obiettivo di reperire un’informazione, chiedere qualcosa, capire un determinato argomento. E solo 2 su 10 sono navigazionali o con l’intento di effettuare una transazione.

Capire cosa spinge gli utenti ad effettuare una determinata ricerca, le modalità utilizzate per scrivere la query e comprendere come Google reagisce a tali ricerche sono attività fondamentali per coloro che fanno SEO e sono certamente propedeutiche a tutte le operazioni tecniche on-page e off-page.

Prima è necessario capire e solo dopo si può agire, specialmente quando si fa SEO.

SEO e intento di ricerca

I Nomi a Dominio sono importanti

Da umile bracciante del web ho sempre consigliato di NON utilizzare mai, e dico MAI, la forma societaria nei nomi a dominio (spa, srl, srls, etc). Dico mai, eh!

Non c’è niente di più brutto che leggere nomedominiosrl.it come dicevano Aldo, Giovanni e Giacomo nello sketch dei Bulgari “rabbrividiamo” 🙂

Vi immaginate un’insegna pubblicitaria con sopra scritto “Gruppo Coin Spa con socio unico” al posto del semplici e bello “Coin“?
Sarebbe da pazzi oppure da incompetenti. In entrambi i casi comunque una scelta totalmente sbagliata.

Ok, allora se ciò non accade per i negozi fisici perché mai dovremmo adottare un tal comportamento per i nostri siti web? Cosa ci hanno fatto di male?

Il dominio è il nome del nostro progetto sul web, un segno distintivo di enorme importanza, il primo step di un’efficace strategia digitale.
La reputazione digitale di un brand passa anche da queste cose.

E non mi venite a dire frasi tipo “ma quello che volevo io è già occupato…” gne gne gne… esistono bravissimi professionisti (non io, sia ben chiaro) che sicuramente avrebbero potuto aiutarvi a scegliere un dominio d’impatto, facilmente memorizzabile e senza la ragione societaria: basta pagarli e ammettere che ognuno è bravo a fare il proprio lavoro 😉

In altre parole la scelta del nome a dominio è delicata, va ponderata e non bisogna lasciarsi prendere dall’istinto e improvvisare.

Alcune semplici caratteristiche che deve avere un buon dominio:

  1. Breve
  2. Non cacofonico
  3. Difficile da confondere con altri nomi
  4. Facile da scrivere

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