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Valore, valorizzazione e valori (di Mauro Giancaspro)

Di seguito voglio condividere con voi la splendida prefazione scritta dal Professor Mauro Giancaspro per il libro “L’inestimabile Valore – Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale” che ho scritto insieme a Raffaele Picilli.

Valore, valorizzazione e valori: una sfida da cogliere e da vincere per lo sviluppo del patrimonio culturale.

La parola “valore”, come leggiamo nel Dizionario della Filosofia di Nicola Abbagnano, che è stato un fondamentale punto di riferimento nel corso degli studi universitari di noi ultrasessantenni, “fin dall’antichità fu usata a indicare l’utilità o il prezzo dei beni materiali e la dignità o il merito delle persone”.

Già il sostantivo  greco αξια (axìa) indicava tanto  il pregio, il prezzo di un oggetto,  quanto il merito di una persona, l’aggettivo αξιοσ (àxios)  sia ciò che valeva, sia chi era meritevole e il verbo αξιοω (axiòo) sia il valutare il prezzo di un bene, sia l’apprezzare come meritevole un individuo. La lingua latina distingueva le diverse accezioni in due differenti parole: praetium, che si riferiva al valore materiale e venale – sulla base del quale un oggetto poteva diventare praetiosus – e virtus che si riferiva al valore morale, alla forza d’animo, al coraggio, a chi era virtuosus.

La nostra lingua, pur essendo di origine neolatina, ha assegnato nel tempo alla parola valore, la stessa ampiezza di confini semantici della parola greca αξια, accogliendo sia il significato riferito al valore materiale, al praetium  latino, sia il significato di valore morale riferito alla virtus.

Coerentemente, anche la valorizzazione del nostro patrimonio culturale può e deve svilupparsi con un impegno parallelo per diffondere conoscenza e fruizione, e per individuare in esso fonti energetiche anche economiche: come dire virtus, ma anche preatium.

Qualcuno ha sostenuto e ripetuto che i beni culturali italiani possono essere considerati il “nostro petrolio”.

Considerazione che, detto per inciso, avrebbe dovuto spingere chi ci governa e chi fa le leggi, a incentivare nelle scuole lo studio della storia dell’arte e soprattutto del latino e del greco antico, che al di là del loro valore per il recupero della nostra coscienza storica, sono strumenti di lavoro per chi deve dedicarsi alla tutela, alla conservazione, alla divulgazione e, in una parola, alla valorizzazione di un patrimonio culturale che tutto il mondo ci invidia.  

Un’occasione probabilmente mancata. Ma a questa mancata occasione si contrappone la volontà diffusa di chi sente il bisogno di partecipare attivamente, di condividere con l’azione di volontariato e di contribuire economicamente per sentirsi protagonista attivo della crescita della cultura del nostro paese. E per cultura, tra le tante non sempre convergenti definizioni, ci piace accogliere quella indicata da David Throsby, nel suo saggio del 2001 Economics and culture, citata in apertura da Gabriele Granato e Raffaele Picilli: è cultura “tutto ciò che riguarda le credenze, gli usi e i costumi condivisi da una comunità”.

Un efficace programma di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, allora, non può non passare attraverso la condivisione di tutti, con appelli e coinvolgimenti che le nuove vie della comunicazione consentono.

Chi ha lavorato nel settore dei beni culturali, sa bene che l’accrescimento del patrimonio delle biblioteche, dei musei, delle gallerie e la tutela e la conservazione di siti archeologici e di beni paesaggistici e demo-etno-antropologici, sono stati in passato agevolati dal mecenatismo e dalla generosità di donatori.

Ora non è più tempo, per chi gestisce il nostro patrimonio, di attendere, quando arriva, l’azione del benefattore.

E non bastano più i soli organi centrali e periferici dello Stato per la tutela dell’integrità del bene, per la sua valorizzazione e lo sviluppo della sua funzione di educazione e di crescita culturale, umana ed economica. Diventa indispensabile la condivisione con tutti e con tutte le energie disponibili.

Oggi intorno a una volontà che appare in crescita, vuoi per generosità, vuoi per interessi fiscali, vuoi per desiderio di partecipazione personale attiva, anche con prestazione d’opera e di servizio, è arrivato il momento di fare sistema, di creare professionalità e procedure specifiche e specializzate.  

Da qualche tempo sta nascendo anche in Italia, per L’inestimabile valore del patrimonio che ci sta intorno, il fundraising.  

Gabriele Granato e Raffaele Picilli, coordinatori di un prestigioso gruppo di lavoro ed essi stessi autori, danno alle stampe, affidandolo a un editore di consolidatissima esperienza come Rubbettino, questo libro.

Ci viene spiegato come si organizzano e si gestiscono i sistemi di comunicazione, di informazione e di coinvolgimento nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio; come si organizzano piani articolati di ricerca fondi; quali possono essere i parametri ai quali riferirsi; quali i binari dei tessuti sociali e produttivi sui quali incanalare l’attività di individuazione e di coinvolgimento  di eventuali partecipanti e stakeholder; quali le esperienze straniere di eccellenza cui riferirsi; come si organizzano, insomma, marketing e fundraising per il patrimonio culturale, dato il suo Inestimabile valore.

Ma soprattutto invitano i lettori a raccogliere questa nuova, vera e propria sfida e a scommettere su di essa.

Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale
Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale

Paestum e Confindustria a sostegno della cultura

Il Parco Archeologico di Paestum e Confindustria Salerno si uniscono a sostegno della cultura e della storia del sito archeologico di Poseidonia – Paestum, venerdì 8 marzo 2019, alle ore 18:00, presso la sede di Confindustria Salerno, in via Madonna di Fatima.

L’incontro – presieduto dal presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, da Alfonso Andria, Consigliere di Amministrazione del sito di Paestum e da Andrea Prete, Presidente di Confindustria Salerno – si rivolgerà alle aziende che operano nel territorio campano per creare nuove forme di sinergia che coinvolgono il settore pubblico e privato. Durante la serata saranno premiate le aziende che finora hanno sostenuto il Parco Archeologico di Paestum e che fanno parte del “Circolo di Nettuno” ovvero un ristretto gruppo di donatori a cui il Parco ha riconosciuto una serie esclusiva e vantaggiosa di benefits sfruttabili sia in termini di ritorno di immagine sia di sgravi fiscali.

Un legame serio ed intenso dunque stringe tra loro mondo della produzione, cultura e territorio. Da questo sono derivati, tra gli altri, progetti come quello finanziato dalla Fondazione Mezzogiorno Tirrenico – su proposta di Confindustria Salerno – volto ad allargare ancor di più la ricerca e la progettazione di interventi di restauro presso il sito archeologico di Paestum.

Nell’ottica della definizione di strategie di marketing e di pianificazione territoriale, il Parco Archeologico di Paestum è considerato un “grande attrattore” capace, cioè, di porsi quale volano di sviluppo e di crescita del territorio provinciale e regionale. Ben si comprende, dunque, che un lavoro di squadra che unisce gli interessi di tutti gli attori del territorio sia positivo in termini di crescita e, soprattutto, di ritorno economico. Sostenere i progetti del Parco Archeologico di Paestum significa anche migliorare l’immagine delle aziende private e, non da meno, partecipare attivamente a cambiare il futuro, salvando il passato.

I modi per sostenere i progetti del Parco sono diversi: durante la serata sarà presentata una brochure che spiegherà in sintesi come e perché sostenere il Parco e quali vantaggi sono associati a tale azione. Sempre all’evento dell’8 marzo, i partecipanti potranno assistere in anteprima alla proiezione dello spot emozionale “Il viaggio del tempio di Nettuno”, realizzato da Hobos Factory.

Alla serata saranno presenti le seguenti aziende che finora hanno sostenuto le attività del Parco e che rientrano nel Circolo di Nettuno: D&D Italia (D’Amico), Savoy Beach Hotel di Giuseppe Pagano, Tenuta Vannulo di Antonio Palmieri e Famiglia, Pastificio Di Martino G. & F.lli SpA (Pasta Antonio Amato), Sorrento Sapori e Tradizioni srl e Caseificio Barlotti Paestum.

Invito 8 marzo 2019

L’inestimabile Valore – Marketing e Fundraising per il patrimonio culturale

L’inestimabile Valore è realtà!

Sì, è vero! Al giorno d’oggi chiunque scrive un libro, perfino io 😀 poco fa mi è arrivata la conferma dall’editore e ancora non mi sembra vero.

È stata una lunga avventura, tanti alti e bassi, momenti di machimelofafare e voglia di veder realizzato un sogno che mi porto dietro da quando sono bambino: scrivere un libro, wow!
Chi l’avrebbe mai detto. Eppure è così… me lo conferma anche Amazon e gli altri store online sui quali è già possibile acquistarlo (segui questo link) 🎉

Senza perdere di vista il digitale e le nuove tecnologie torno al mio primo amore, il #marketing 💙 ed insieme a Raffaele P Picilli – senza dubbio uno dei più bravi consulenti di #fundraising che abbiamo in Italia – ci lanciamo in una dichiarazione d’amore verso il nostro magnifico patrimonio culturale, chiedendoci cosa si possa fare per valorizzarlo al meglio e viceversa cosa possa fare il patrimonio culturale per offrire valore economico, sociale, occupazionale al nostro paese.

La prefazione è del Prof. Mauro Giancaspro, che ci ha fatto un meraviglioso regalo scrivendo parole che porterò sempre con me ed un grazie a Rubbettino Editore per la fiducia e la stima, che di questi tempi è oro colato ed ai tanti amici che hanno contribuito alla stesura del libro.
NB. ovviamente non avrei potuto scrivere neanche una virgola senza il team 3d0 che mi ha aiutato, supportato e sopportato 😏 quindi è colpa loro, eh!

#jamme 😃 🤙

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Il protocollo HTTPS è un fattore SEO?

Molti web marketer e seo specialist se lo chiedono: ma il protocollo HTTPS fa davvero la differenza sul posizionamento di un sito web sui motori di ricerca? Partiamo dalle basi.

Che cos’è il protocollo HTTPS?

Google in persona ci dice che:

“HTTPS (Hypertext Transfer Protocol Secure) è un protocollo per la comunicazione su Internet che protegge l’integrità e la riservatezza dei dati scambiati tra i computer e i siti. Gli utenti si aspettano che l’esplorazione di un sito web avvenga in modo sicuro e riservato. Ti incoraggiamo, pertanto, ad adottare il protocollo HTTPS per proteggere la connessione degli utenti al tuo sito web, indipendentemente dai contenuti del sito.

I dati inviati utilizzando HTTPS vengono tutelati mediante il protocollo Transport Layer Security (TLS), che fornisce tre livelli di protezione essenziali:

  1. Crittografia. I dati scambiati vengono criptati per proteggerli dalle intercettazioni. Ciò significa che, mentre l’utente consulta un sito web, nessuno può “ascoltare” le sue conversazioni, tenere traccia delle attività svolte in più pagine o carpire le sue informazioni.

  2. Integrità dei dati. I dati non possono essere modificati o danneggiati durante il trasferimento, intenzionalmente o meno, senza essere rilevati.

  3. Autenticazione. Dimostra che gli utenti comunicano con il sito web previsto. Protegge da attacchi man-in-the-middle e infonde fiducia negli utenti, il che si traduce in altri vantaggi commerciali.”

Sempre Google poi dopo averci spiegato cosa sia il protocollo HTTPS entra nel dettaglio e risponde chiaramente alla domanda del titolo di questo post: “HTTPS as a ranking signal” (articolo pubblicato il 6/8/2014 su Google Webmaster Central Blog.

Quindi lascia poco spazio ai dubbi. Il protocollo HTTPS influenza fortemente il posizionamento dei siti web ed è un fattore SEO per migliorarlo o attestarlo su alti livelli.

La sicurezza è una priorità assoluta per Google, come ci ricorda il Tagliaerbe. Investiamo un sacco per fare in modo che i nostri servizi abbiano un livello di sicurezza ai massimi nel settore, come una forte crittografia HTTPS di default. Ciò significa che chi utilizza la ricerca, Gmail e Google Drive, per esempio, ha automaticamente una connessione sicura verso Google.

Ovviamente se un sito web non è ottimizzato, fatto male, realizzato con una tecnologia obsoleta e non è mobile-friendly non c’è protocollo HTTPS che tenga. Anzi.

Web Agency Napoli

Anche noi sul sito 3d0 Web Agency abbiamo adottato l’HTTPS e questo ci servirà per fare qualche test di prima mano. Vi faro sapere 😉

 

10 cose che i tuoi consumatori vorrebbero tu sapessi di loro

Conosci bene i tuoi consumatori? Le loro abitudini, esigenze e desideri?
Soprattutto se hai uno shop online, e non puoi quindi avere un rapporto “fisico” con i tuoi clienti, si rende necessario rispondere a queste domande ed approfondire gli usi e i costumi dei tuoi utenti online.

abbigliamento donna

10 cose che i tuoi consumatori vorrebbero tu sapessi di loro.

  1. Pensano che un servizio “buono” di qualità abbia un valore maggiore di un servizio “veloce”: 15 minuti di paradiso è meglio che 5 minuti di inferno.
  2. Amano le personalizzazioni: saranno molto lieti di pagare di più per avere un prodotto/servizio che è solo loro e di nessun altro.
  3. Ti ricorderanno se tu ti ricordi di loro: se riesci a ricordare il loro nome penseranno che avrai la stessa attenzione e dedizione anche nell’offrire loro il miglior prodotto/servizio.
  4. Ci sono poche cose di cui i clienti parlano più di una piacevole sorpresa: se riesci a catturare la loro attenzione sorprendendoli, saranno tuoi per sempre (se per esempio hai un negozio di abbigliamento da donna puoi regalare un foulard per ogni acquisto di un costoso tailleur).
  5. Creare valore con i clienti non è un’attività costosa: il concetto “Frugal WOW” è molto importante per le piccole aziende o gli store online.
  6. I consumatori rimarranno “attaccati” ai tuoi programmi di fedeltà: devi però dare loro un buon motivo.
  7. I consumatori amano le storie legate ai brand: ma riuscirai a vendere di più solo se l’utente percepisce che la storia è vera ed originale.
  8. Se stai provando ad innovare, i tuoi clienti fedeli sono una grande risorsa: molte ricerche hanno messo in evidenza la relazione tra i clienti acquisiti e l’innovazione aziendale.
  9. Vogliono vivere un’esperienza: vendere del “tempo” piuttosto che un prezzo basso è il miglior modo per dare valore al tuo brand.
  10. Se non parli di soldi, i clienti si sentiranno maggiormente al centro dell’attenzione: i consumatori non vogliono sentirsi un numero, ma delle persone.