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Chiunque ha un bimbo piccolo che saltella per casa conosce perfettamente il problema delle TAGLIE dei capi d’abbigliamento (e delle scarpe) per bambini.
Questi simpatici esserini che ti stravolgono la vita, hanno il brutto vizio di mangiare, crescere e farti buttare (o mettere da parte) i capi d’abbigliamento comprati non più di due settimane prima.
Eppure sull’etichetta c’è scritto 24/36 mesi… tradotto 2/3 anni… ma, aspetta un attimo, mio figlio fa 24 mesi fra 6 mesi, cioè ha 1 anno e mezzo, che è meno di 2 anni… aaaaaaaaahhhhh datemi una calcolatrice che non mi trovo.
Vabbé tanto oramai non gli va più, scendiamo e andiamo comprargli una magliettina nuova.
Primo negozio: 12/18 mesi piccola, 24/36 mesi grande. Grazie, arrivederci!
Secondo negozio: 18/24 mesi piccola, 36 mesi giusta giusta, fra qualche giorno non gli andrà più. Grazie, arrivederci!
Terzo negozio: 18 mesi non gli entra neanche, 24 mesi giusta, 36 mesi un po’ abbondante ma gli andrà per un po’… ok 36 mesi e via. Ci ballerà dentro fino a domenica ma almeno ammortizziamo la spesa.
Ricapitolando.
Tutte i capi che riportavano le taglie dell’età di mio figlio erano piccole. E la mia domanda è, perché?
Forse mio figlio è un gigante, diventerà altissimo e bellissimo, e gli spunteranno anche gli occhi azzurri della madre. Mmmhh… quindi sta cosa capita solo a me?
Sono l’unico sfortunato che deve riportare indietro tutti i regalini che i nonni fanno al mio panzarotto, perché (ingenui che sono) si basano sull’età scritta sull’etichetta?
O forse le aziende che trattano capi d’abbigliamento per bambini se la sono studiata bene la cosa?
Pensandoci bene, a loro conviene disorientarmi, magari:
Insomma, solo a me sembra una cosa studiata a tavolino ed anche una leggera presa per i fondelli?
Appello finale!
Aziende che fate capi d’abbigliamento per bambini e utilizzate taglie che non mi fanno sentire un deficiente, palesatevi.
E se esistete avete trovato un vostro accanito supporter che vi farà una pubblicità gratis incredibile :-)!
PS. Giusto per non fare nomi, le aziende che ho potuto constatare che giocano con le taglie sono: Oviesse, Original Marines, Okaidi, Brums, Benetton. Un po’ meglio va con Prenatal.
I messaggi pubblicitari standard e le esecuzioni creative convenzionali stanno diventando ormai obsoleti.
Per conquistare l’attenzione e la fiducia dei consumatori, le imprese devono preoccuparsi di meno di quello che dice la pubblicità ai suoi destinatari e di più di quello che fa per loro.
Bisogna concepire la pubblicità come una presenza continuativa e gratificante nella vita dei consumatori.
Estratto da un articolo di Jeffrey Rayport per HBR Italia