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Cosa penso della DaD (Didattica a Distanza)

Ma come, proprio tu che parli sempre di #digitale sei contro la didattica a distanza?

Questa è la frase (accusatoria, denigratoria, molto radical chic) che varie persone mi hanno rivolto negli ultimi giorni. Impossibile da ascoltare per i fautori del chiudiamo le scuole, spiazzante per quelli che vorrebbero tornare al 1970 che quasi non credono ai propri occhi.
Insomma, sono riuscito a scontentare tutti, dimostrando chiaramente che non potrò mai fare politica!

Provo a fare chiarezza su cosa penso della Dad e della scuola in presenza, così quando qualcuno me lo chiede gli mando il link a questo post.

La #scuola è un mondo troppo vario per essere categorizzato e stilizzato in poche parole, ci vuole pazienza per capire le varie sfumature. Allo stesso modo anche per la DaD non si può essere Pro o Contro: bisogna inserirla con le giuste misure nel contesto di riferimento.

Io penso che la Dad sia un ottimo strumento che abbatte le barriere di tempo e spazio, consente a chi vive lontano di seguire le lezioni, permette in un periodo di emergenza sanitaria di continuare in maniera diversa le lezioni.

Però… ci sono tanti però che aumentano quanto più l’eta degli scolari diminuisce.

Ovvio che i bambini più piccoli hanno maggiori difficoltà e minori benefici, a differenza dei grandi (quelli delle superiori) che possono adattarsi meglio. A tal proposito è necessario trovare un equilibrio tra emergenza sanitaria contingente e diritti degli studenti bambini. E se è ipotizzabile per alcuni periodi fare 100% di Dad è anche poi importante far calare questa percentuale e introdurre la presenza.

Come? Per fasce d’età:

  • 3 / 11 anni dall’80% al 100% di attivitià presenza 
  • 12 / 14 anni dal 50% all’80% di attività in presenza
  • oltre i 14 anni garantiamo il 30% di attività in presenza

Questo significa essere contro la Dad? Certo che no, anzi!
Questo significa che è giusto riaprire le scuole a prescindere? Certo che no, anzi!

Significa riacquistare quella capacità di analisi necessaria a introdurre nuovi strumenti e nuove metodologie in processi e contesti complessi, che invece non possono essere lasciati (vergognosamente) ai sondaggi sui gruppi Facebook e Whatsapp dei genitori invasati o dai politici politicanti che strumentalizzano il problema per meri interessi elettorali.

Questo, sinteticamente, è ciò che penso della didattica a distanza, che purtroppo oggi non è la scuola digitale di cui abbiamo bisogno.

Pubblicato da Gabriele Granato

Mi chiamo Gabriele Granato e mi occupo di marketing e digitale: nel 2012 ho fondato la 3d0, web agency specializzata in soluzioni IT, sviluppo e comunicazione digitale. Sono il responsabile marketing del Parco Archeologico di Paestum e Velia e da ottobre 2020 Presidente di Fare Digitale.