Gabriele Granato | Marketing e Web

La #cookielaw all’italiana

Il 3 giugno 2015 verrà ricordato come l’armageddon della tutela della privacy, il giorno dell’apocalisse della profilazione, il momento in cui i BISCOTTI presero il potere!

Tuttavia poi basta andarsi a fare un giro sui sito web delle nostre istituzioni e ci si rende conto che se non si sono adeguati loro forse tutto questo sbattimento è alquanto ingiustificato 🙂

www.interno.gov.it/it
www.garanteprivacy.it
www.quirinale.it
www.europa.eu
www.Trenitalia.com
www.mef.gov.it (ATTENZIONE questa è bella e può fare scuola 😀 qui il bannerino c’è ma non hanno anonimizzato Google Analytics e quindi non vengono bloccati preventivamente i cookie di profilazione)
– e via così come sopra

Insomma la solita cosa all’italiana, un casino tremendo, chi si adegua e chissenefraga! alcuni si gettano dalla finestra, altri che cercano di racimolare qualche spicciolo lucrando sull’ansia e l’ignoranza, altri spengono tutto e si danno all’ippica.

Alla fine il risultato è che si tratta di la cookielaw è una normativa inutile se applicata (male) in questo modo e che non tutela la privacy ma va solo a rendere ancor più caotico un mondo che – tra Digital Guru (che a stento sanno accendere un computer), Fuffa Agency (che vendono pure la nonna in carriola) ed esperti del digitale (inteso come Mediaset Premium) – quest’altra corazzata Potemkin se la sarebbe risparmiata volentieri.

(Tratto dal libro bestseller “Come rovinare l’unico settore in enorme crescita in un paese che di problemi veri ne ha fin troppi e questo, cari miei, non lo era affatto!“)

cookies

About 
  • http://www.garanteprivacy.it, http://www.quirinale.it, http://www.europa.eu mostrano, al momento in cui scrivo, solo cookie tecnici, per cui non è richiesta autorizzazione, ma anche su http://www.mef.gov.it nonostante il banner vedo esclusivamente cookie locali. Il fatto, poi, che Google Analytics debba essere considerato ‘tecnico’ se anonimizzato e di profilazione altrimenti a me pare una leggenda metropolitana: il provvedimento del garante indica i ‘cookie [web] analitycs’ “assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore”. I cookie di Google possono essere usati solo da Google e, peraltro, nella loro pagina della privacy fanno esplicito riferimento ad un uso di profilazione a fini pubblicitari, ed a questo fine la presenza o meno dell’ip di provenienza è del tutto trascurabile. D’altro canto la necessità del ‘banner’ per i cookie di terze parti scaturisce proprio dal fatto che il gestore del sito ospitante non può sapere a priori se un cookie (o uno dei tanti metodi equivalenti) è usato a fini tecnici o di profilazione.
    Che la legge, che considero in principio utile, produca pochissimi effetti pratici è innegabile: si ottiene un effetto ‘cassandra’, per cui troppi avvisi si traducono in nessun avviso. Io avrei usato un sistema diverso per i cookie terzi: anziché un avviso ‘a priori’, avrei previsto una sorta di ‘assunzione di responsabilità’ da parte dei responsabili del sito terzo che dichiarasse l’uso tecnico o di profilazione di un determinato servizio, e previsto un warning solo nei casi di reale utilità per il ‘navigatore’.