fbpx

Il paradosso della stupidità

〰️ L’incredibile storia di McArthur Wheeler.
Si può essere troppo stupidi per capire di essere stupidi?〰️

Nel 1995, a Pittsburgh, McArthur #Wheeler decise di rapinare due banche nel medesimo giorno. Nessuna maschera e nessun camuffamento apparente. Quello che vedete nella foto è un frame di una delle telecamere di sicurezza di uno dei due istituti. Quando, nel giro di poche ore, la polizia lo mise in stato di arresto, Wheeler rimase assolutamente sorpreso di essere stato riconosciuto e individuato attraverso le immagini delle telecamere. La spiegazione che fornì lasciò tutti senza parole. Wheeler infatti sosteneva che prima di uscire di casa, armato e pronto per rapinare le due banche, si era coperto il viso di succo di limone. Secondo le sue parole, un amico gli aveva fatto vedere che scrivendo su un foglio alcune parole utilizzando succo di limone, la scritta rimaneva invisibile fino a quando non la si metteva vicino a una fonte di calore. Si tratta di un esperimento elementare che si può fare anche a casa. L’uomo era quindi convinto che cospargersi il viso di limone e stare lontano da fonti di calore sarebbe stato sufficiente per diventare invisibile. Prima di recarsi in banca si era anche scattato una polaroid ma, forse per la foga, aveva sbagliato mira e aveva inquadrato il soffitto. Questa fotografia gli aveva però confermato ciò che voleva: era diventato invisibile!

Wheeler non era sotto l’effetto di stupefacenti o alcool ma era, al contrario, molto stupito di essere stato smascherato.

Questa vicenda solleticò la curiosità di due ricercatori della Cornell University: David Dunning e Justin Kruger. Secondo Dunning, Wheeler era troppo stupido per comprendere di essere stupido. Quindi riunirono un gruppo di volontari per compiere un esperimento. Ad ogni partecipante fu chiesto quanto si considerasse competente in tre differenti aree: grammatica, ragionamento logico e umorismo. Successivamente fu loro chiesto di compilare un test per verificare quanto realmente fossero preparati su questi tre argomenti.
I risultati dell’esperimento confermarono quanto già sospettato. I soggetti che si erano autodefiniti “molto competenti” nelle tre aree, nelle prove avevano poi ottenuto le valutazioni peggiori. Al contrario, coloro che inizialmente si erano sottovalutati erano risultati tra migliori.

«Nel corso di quattro studi, gli autori hanno trovato che i partecipanti appartenenti all’ultimo quartile della classifica per quanto riguarda i risultati dei test su umorismo grammatica e logica, sovrastimavano di molto il proprio livello di performance e di abilità. Sebbene i punteggi li accreditassero nel 12° percentile, essi reputavano di essere nel 62°.»

Come sosteneva infatti anche Darwin, “L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza“.

Anche Bertrand Russell aveva scritto che “Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni“.
Il dottor Geraint Fuller, neurologo, commentò l’articolo dei due ricercatori facendo notare che anche Shakespeare si espresse in modo analogo in Come vi piace: “Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio“.
A volte, oggi, si legge la divertente battuta: “Quando sei morto non sei tu a soffrire perché non sai di essere morto. Soffrono gli altri. Succede lo stesso quando sei stupido“.

L’esempio lampante e più immediato dei nostri giorni sono le trasmissioni televisive come i Talent Show, nei quali a volte si presentano personaggi che di talentuoso non hanno nulla. Cantanti incredibilmente stonati, ballerini completamente scoordinati o comici con repertori a dir poco banali che, non appena eliminati, rimangono nel più completo stupore. Gli spettatori da casa e in studio ridono per queste reazioni, ma i diretti interessati rimangono seriamente feriti e non riescono a comprendere perché i giudici non siano in piedi ad applaudire le loro performance.
Anche in molti quiz vediamo partecipare persone con culture incredibilmente sotto la media ma che hanno inviato la domanda di ammissione convinti di poter vincere dei soldi e che rimangono interdetti quando il conduttore dice loro che la Rivoluzione Francese non è avvenuta nel 1970 o che Hitler non è morto nel 1991.
Nella vita quotidiana è molto comune vedere persone che parlano con apparente competenza di argomenti che conoscono superficialmente e che pretendono di avere ragione su persone che sugli stessi temi hanno studiato e lavorato una vita. Allo stesso tempo è frequente che un esperto si esprima con cautela perché sa bene che le teorie e le competenze sono in continuo mutamento e che le apparenti certezze franano con molta facilità.

Un tempo le persone come Wheeler erano relegate a “macchiette” della società e venivano sbeffeggiate dai vicini di casa che, una volta girato l’angolo, si dimenticavano di loro. Oggi invece i social network hanno completamente trasformato il tessuto sociale, permettendo a ognuno di avere l’illusione di essere in grado di rapportarsi alla pari con gli esperti, dando magari loro dei bugiardi su argomenti dei quali non si ha alcuna conoscenza se non brevi letture di frasi scritte da altre persone altrettanto incompetenti. Nessuno infatti parla quasi mai per esperienza diretta ma sulla base di qualcosa detta dal “cugino dell’amico” e su queste basi si ritengono esperti di qualsiasi argomento. Politica in tempo di elezioni, calcio ogni lunedì, economia quando arriva una multa a casa. In questo ambiente proliferano come funghi le fake news, sulle quali la gente basa giudizi ed emette sentenze, a volte anche di morte. Guai poi a chi si permette di far notare loro che si tratta di una bufala. Nella migliore delle ipotesi il malcapitato viene ignorato e si continua ad inveire verso un immaginario imputato, nel caso peggiore invece si scatena una reazione violenta, molto simile alla frenesia alimentare dei piranha. Da questo punto di vista, Internet, seppure sia uno strumento meraviglioso, ha il demerito di aver aumentato a dismisura questa convinzione. Infatti, se un tempo si era quasi costretti a frequentare persone dello stesso ceto culturale e sociale e le massime autorità che si incontravano erano il sindaco del paese, il medico e l’allenatore della squadra della parrocchia, oggi non è più così. Ora, se lo si desidera, si può entrare nella pagina di un immunologo di fama mondiale credendo di poter discutere con lui alla pari di vaccini e prevenzione, sul profilo di un leader politico per spiegargli come far uscire l’Italia dalla crisi e sul social di un commissario tecnico per dargli imperdibili suggerimenti su come schierare la nazionale. Il tutto in 5 minuti.
Un altro brutale esempio sono le recensioni sulle strutture ristoratrici e alberghiere. Oggi la gente è convinta che sia sufficiente assistere a qualche colorita esclamazione di alcuni celebrity chef in tv per potersi eleggere a recensori sopraffini, sufficientemente preparati per poter giudicare, spesso negativamente, i lavori di ristoranti stellati. Spesso si leggono stroncature che abbassano la media di ristoranti, portati avanti magari con sacrifici e fatica, scritte da persone che sanno a malapena aprire una scatoletta di tonno. Le stesse recenti campagne elettorali si sono svolte in una realtà simile, dove persone completamente estraneee alla politica si insultavano tra di loro, credendosi più preparate del loro interlocutore. Io lo vedo ogni giorno nel mio campo, ma ogni settore ne è interessato.

Così come un morto non sa di essere morto, uno stupido non sa di essere stupido.
Il dubbio invece è nostro amico 😎 #jamme

 

FB_IMG_1546697823237

Umiltà, etica e successo

Da sempre sono convinto che la qualità più importante di un uomo sia l’umiltà
 
Chi si sente già arrivato, indispensabile, si atteggia a professionista spesso commette imperdonabili errori di valutazione, come per esempio pensare che il 100% di niente vale molto di più dell’1% di tanto.
 
L’umiltà invece limita questi errori ed aiuta, eventualmente, ad ammetterli e riparare. L’orgoglio misto alla supponenza invece spinge ad incarognirsi, a perdere ogni moralità ed etica pur di raggiungere il successo o la soddisfazione di un facile guadagno.
 
Preferisco l’umiltà all’avidità, la condivisione all’invidia, dividere piuttosto che arraffare. Non penso che ciò mi porterà a diventare ricco, ma ciò che raggiungerò sarà fatto sempre a testa alta e con la coscienza pulita.
etica e sogni

#InternetDay a Palinuro

Sabato scorso 30 aprile sono stato ospite dell’associazione Eso es Palinuro che ha organizzato un bellissimo evento dedicato ai primi 30 anni di Internet in Italia, un bel momento di condivisione, informazione e orientamento sui temi della cultura digitale, durante il quale si è discusso di storia e futuro di internet, di social media, comunicazione digitale, e-commerce, smart tourism, realtà virtuale e innovazione.

Per me è stata l’occasione di tornare nel mio amato Cilento e di poter chiacchierare con tanti esperti di innovazione e cultura digitale e ribadire un concetto al quale sono molto legato: internet è solo uno strumento, se impariamo ad usarlo bene può cambiare in meglio le nostre vite ed il nostro pezzetino di mondo; ma per farlo dobbiamo aprirci agli altri, connetterci con idee diverse dalle nostre, imparare a guardare il mondo con gli occhi entusiasti e privi di pregiudizi dei bambini.

Spero tanto che questo sia solo uno dei tanti eventi e incontri che ci saranno da oggi in poi 😉

Di seguito le foto dei vari interventi, ed ancora un grande grazie agli organizzatori.

eso4

Qui è quando provavamo a convincere tutti che guardare il mondo con gli occhi di un bambino (come diciamo in 3d0) è meglio che viverlo con il cuore di pietra di chi pensa solo al fatturato. Ciò che seminiamo noi oggi, lo raccoglieranno loro domani.

eso11eso10 eso7eso6eso5eso2 eso3eso1

15 Movie Poster dei Cartoni animati più belli

1.Monsters & Co.

Monsters & Co.

2. Toy Story – Il mondo dei giocattoli

toy

3. Il Re Leone

thelionking

4. Alla ricerca di Nemo

findingnemo

5. Aladdin

aladdin

6. Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi

incredibili

7. La Bella e la Bestia

bella

8. Alice nel Paese delle Meraviglie

alice

9. La carica dei 101

101

10. La Bella Addormentata

addormentata

11. Wall-E

wall-e

12. UP

up

13. Il Libro della Giungla

libro

14. La Spada nella Roccia

spada

15. Fantasia

fantasia

Test sulla felicità

Potendo scegliere cosa vorreste vi accadesse per vivere una vita felice?

A) Vincere 10 milioni di euro alla lotteria.
B) Subire un incidente invalidante.
 
Penso di poter prevedere la vostra risposta 🙂 e sappiate che tutti avete scelto l’opzione A perché è stata la vostra corteccia pre-frontale (una parte del cervello) a decidere per voi.
La corteccia fa un sacco di cose, ma una delle cose più importanti che fa è aiutarvi a simulare le esperienze, senza la necessità di viverle realmente.
 
In pratica avete simulato entrambe le opzioni ed avete immaginato i due possibili futuri decidendo che vincere alla lotteria sarebbe l’opzione che vi rende più felici.
 
Sappiate però che la vostra corteccia vi porterebbe a sbagliare.
Infatti uno studio di Harvard ha dimostrato che un anno dopo aver perso l’uso delle gambe e un anno dopo aver vinto la lotteria, sia i vincitori della lotteria che i paraplegici sono felici allo stesso modo della loro vita.
 
Il fenomeno si chiama “impact bias” o pregiudizio sull’impatto che è la tendenza del simulatore a funzionare male. Il simulatore può farvi credere che vari esiti saranno più diversi di quanto in realtà non siano.
Impact-Bias
 
Ciò che ci frega è che pensiamo che la felicità sia una cosa da trovare, un sogno da raggiungere. Niente di più sbagliato, e sbagliamo perché siamo portati a credere che la “felicità naturale” (quella che otteniamo quando otteniamo ciò che vogliamo) sia migliore della “felicità sintetica” (quella che creiamo quando non otteniamo ciò che vogliamo).
E una scelta della società in cui viviamo credere fortemente che la felicità sintetica sia di tipo inferiore. Perché crediamo questo? Beh, è molto semplice. Che tipo di motore economico continuerebbe a produrre se credessimo che il non ottenere ciò che vogliamo potrebbe renderci altrettanto felici dell’ottenerlo?
 
Un centro commerciale pieno di monaci Zen non sarà particolarmente profittevole, perché i simpatici amici non desiderano abbastanza cose.
 
Naturalmente un’operazione chirurgica e un viaggio ai Caraibi non sono la stessa cosa 😀 è ovvio che alcune cose sono migliori di altre, è giusto avere preferenze che ci portano verso un futuro piuttosto che verso un altro.
Ma quando queste preferenze, sogni e desideri ci spingono troppo forte e troppo velocemente perché abbiamo sovrastimato la differenza tra questi futuri, stiamo sbagliando qualcosa.
 
Quando la nostra ambizione è entro certi confini, ci porta a lavorare con gioia. Quando la nostra ambizione è sconfinata, ci porta a mentire, ingannare, rubare, ferire gli altri, a sacrificare le cose che hanno vero valore.
 
In pratica non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo dentro di noi la capacità di costruire volontariamente lo stesso prodotto che stiamo costantemente inseguendo.
Nonostante la società gli altri o i guru di turno ci dicano l’esatto opposto: inseguire dei sogni non ci renderà più felici che vivere intensamente la vita che abbiamo 🙂
 
(Liberamente tratto da “The surprising science of happiness” di Dan Gilbert, Harvard psychologist)