Umiltà, etica e successo

Da sempre sono convinto che la qualità più importante di un uomo sia l’umiltà
 
Chi si sente già arrivato, indispensabile, si atteggia a professionista spesso commette imperdonabili errori di valutazione, come per esempio pensare che il 100% di niente vale molto di più dell’1% di tanto.
 
L’umiltà invece limita questi errori ed aiuta, eventualmente, ad ammetterli e riparare. L’orgoglio misto alla supponenza invece spinge ad incarognirsi, a perdere ogni moralità ed etica pur di raggiungere il successo o la soddisfazione di un facile guadagno.
 
Preferisco l’umiltà all’avidità, la condivisione all’invidia, dividere piuttosto che arraffare. Non penso che ciò mi porterà a diventare ricco, ma ciò che raggiungerò sarà fatto sempre a testa alta e con la coscienza pulita.
etica e sogni

#InternetDay a Palinuro

Sabato scorso 30 aprile sono stato ospite dell’associazione Eso es Palinuro che ha organizzato un bellissimo evento dedicato ai primi 30 anni di Internet in Italia, un bel momento di condivisione, informazione e orientamento sui temi della cultura digitale, durante il quale si è discusso di storia e futuro di internet, di social media, comunicazione digitale, e-commerce, smart tourism, realtà virtuale e innovazione.

Per me è stata l’occasione di tornare nel mio amato Cilento e di poter chiacchierare con tanti esperti di innovazione e cultura digitale e ribadire un concetto al quale sono molto legato: internet è solo uno strumento, se impariamo ad usarlo bene può cambiare in meglio le nostre vite ed il nostro pezzetino di mondo; ma per farlo dobbiamo aprirci agli altri, connetterci con idee diverse dalle nostre, imparare a guardare il mondo con gli occhi entusiasti e privi di pregiudizi dei bambini.

Spero tanto che questo sia solo uno dei tanti eventi e incontri che ci saranno da oggi in poi 😉

Di seguito le foto dei vari interventi, ed ancora un grande grazie agli organizzatori.

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Qui è quando provavamo a convincere tutti che guardare il mondo con gli occhi di un bambino (come diciamo in 3d0) è meglio che viverlo con il cuore di pietra di chi pensa solo al fatturato. Ciò che seminiamo noi oggi, lo raccoglieranno loro domani.

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3d0 – proud to be a web agency

Il nuovo sito web www.3d0.it è online!

Si è fatto attendere (come tutte le star), ma finalmente siamo riusciti a dedicarci un po’ di tempo e e di energia in modo tala da dare concretezza ai nostri pensieri e progetti —> www.3d0.it

proud to be a web agency

Dentro ci abbiamo messo la passione per il nostro lavoro, la gratitudine verso chi ci sceglie e ci da fiducia, l’orgoglio di essere una squadra entusiasta consapevole di realizzare progetti digitali di grande qualità.

real people, digital inside

Viviamo nell’era della tecnologia e delle innovazioni continue ma in 3d0 conserviamo un’anima umana, reale, tangibile, fatta di passioni e sentimenti che ci distinguono da meri esecutori di un compito matematico: non siamo singoli professionisti, noi siamo un gruppo di portatori sani di idee.
Non siamo ad un bivio, non dobbiamo scegliere fra l’essere reali e il vivere digitale, piuttosto lavoriamo per trovare un percorso di connessioni ed emozioni, di intrecci e rotte che portano ad un presente evolutivo sotto costante impulso mutevole. L’ obiettivo di 3d0 è guidare e tenere in continuo movimento chi ci affida i propri obiettivi.

proud to be a web agency

Stiamo assistendo a dei mutamenti enormi nel nostro settore: dopo anni in cui nascevano web agency a destra e web agency a sinistra, oggi la tendenza è quella di fare tutto tranne che realizzare siti web.
Nascono agenzie di social media marketing, agenzie SEO, studi di consulenza digitali, ma nessuno o in pochissimi amano prendersi la responsabilità di realizzare piattaforme digitali e siti web; piuttosto preferiscono lavorare su piattaforme già esistenti o realizzate da altri (ti piace vincere facile, eh?).

Invece noi in 3d0 siamo orgogliosi di essere una web agency 🙂

Lavoriamo sicuramente più duramente degli altri, ci assumiamo maggiori responsabilità e quindi rischi, siamo in balia degli sciacalli della rete che tendono di copiare (o in alcuni casi rubare senza un briciolo di etica) il nostro lavoro, ma siamo fatti così!
Siamo una web agency e lo saremo fin quando avrà senso fare siti web, mobile e software web based, perché amiamo il nostro lavoro, probabilmente molto più di quanto amiamo i bonifici (è un grosso limite, me ne rendo conto).

Siamo persone reali che sviluppano idee digitali.
Siamo professionisti del digitale che progettano nuove realtà navigabili.
Cambia la prospettiva da cui osserviamo il mondo, ma rimane invariata la passione che mettiamo in tutto ciò che immaginiamo e creiamo.

Visita il nostro portfolio, scopri chi ci ha scelto!

real people digital inside

Test sulla felicità

Potendo scegliere cosa vorreste vi accadesse per vivere una vita felice?

A) Vincere 10 milioni di euro alla lotteria.
B) Subire un incidente invalidante.
 
Penso di poter prevedere la vostra risposta 🙂 e sappiate che tutti avete scelto l’opzione A perché è stata la vostra corteccia pre-frontale (una parte del cervello) a decidere per voi.
La corteccia fa un sacco di cose, ma una delle cose più importanti che fa è aiutarvi a simulare le esperienze, senza la necessità di viverle realmente.
 
In pratica avete simulato entrambe le opzioni ed avete immaginato i due possibili futuri decidendo che vincere alla lotteria sarebbe l’opzione che vi rende più felici.
 
Sappiate però che la vostra corteccia vi porterebbe a sbagliare.
Infatti uno studio di Harvard ha dimostrato che un anno dopo aver perso l’uso delle gambe e un anno dopo aver vinto la lotteria, sia i vincitori della lotteria che i paraplegici sono felici allo stesso modo della loro vita.
 
Il fenomeno si chiama “impact bias” o pregiudizio sull’impatto che è la tendenza del simulatore a funzionare male. Il simulatore può farvi credere che vari esiti saranno più diversi di quanto in realtà non siano.
Impact-Bias
 
Ciò che ci frega è che pensiamo che la felicità sia una cosa da trovare, un sogno da raggiungere. Niente di più sbagliato, e sbagliamo perché siamo portati a credere che la “felicità naturale” (quella che otteniamo quando otteniamo ciò che vogliamo) sia migliore della “felicità sintetica” (quella che creiamo quando non otteniamo ciò che vogliamo).
E una scelta della società in cui viviamo credere fortemente che la felicità sintetica sia di tipo inferiore. Perché crediamo questo? Beh, è molto semplice. Che tipo di motore economico continuerebbe a produrre se credessimo che il non ottenere ciò che vogliamo potrebbe renderci altrettanto felici dell’ottenerlo?
 
Un centro commerciale pieno di monaci Zen non sarà particolarmente profittevole, perché i simpatici amici non desiderano abbastanza cose.
 
Naturalmente un’operazione chirurgica e un viaggio ai Caraibi non sono la stessa cosa 😀 è ovvio che alcune cose sono migliori di altre, è giusto avere preferenze che ci portano verso un futuro piuttosto che verso un altro.
Ma quando queste preferenze, sogni e desideri ci spingono troppo forte e troppo velocemente perché abbiamo sovrastimato la differenza tra questi futuri, stiamo sbagliando qualcosa.
 
Quando la nostra ambizione è entro certi confini, ci porta a lavorare con gioia. Quando la nostra ambizione è sconfinata, ci porta a mentire, ingannare, rubare, ferire gli altri, a sacrificare le cose che hanno vero valore.
 
In pratica non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo dentro di noi la capacità di costruire volontariamente lo stesso prodotto che stiamo costantemente inseguendo.
Nonostante la società gli altri o i guru di turno ci dicano l’esatto opposto: inseguire dei sogni non ci renderà più felici che vivere intensamente la vita che abbiamo 🙂
 
(Liberamente tratto da “The surprising science of happiness” di Dan Gilbert, Harvard psychologist)

Promemoria per chi vuole cambiare (veramente)

Le organizzazioni quando decidono di intraprendere un percorso di trasformazione non possono permettersi di fare affidamento solo sulle “innovazioni tecnologiche“, perché l’innovazione è il risultato di qualcosa di più profondo e strutturato.

Linnovazione è il risultato di una mentalità aperta capace di cogliere le novità, di comportamenti coerenti, di leadership e cultura d’impresa.info

Il percorso innovativo segue strade precise che vanno:

  • dal profitto allo scopo
  • da una struttura gerarchica ad un network
  • dal controllo alla collaborazione
  • dalla pianificazione alla sperimentazione
  • dalla chiusura alla trasparenza

10 cose che i tuoi consumatori vorrebbero tu sapessi di loro

Conosci bene i tuoi consumatori? Le loro abitudini, esigenze e desideri?
Soprattutto se hai uno shop online, e non puoi quindi avere un rapporto “fisico” con i tuoi clienti, si rende necessario rispondere a queste domande ed approfondire gli usi e i costumi dei tuoi utenti online.

abbigliamento donna

10 cose che i tuoi consumatori vorrebbero tu sapessi di loro.

  1. Pensano che un servizio “buono” di qualità abbia un valore maggiore di un servizio “veloce”: 15 minuti di paradiso è meglio che 5 minuti di inferno.
  2. Amano le personalizzazioni: saranno molto lieti di pagare di più per avere un prodotto/servizio che è solo loro e di nessun altro.
  3. Ti ricorderanno se tu ti ricordi di loro: se riesci a ricordare il loro nome penseranno che avrai la stessa attenzione e dedizione anche nell’offrire loro il miglior prodotto/servizio.
  4. Ci sono poche cose di cui i clienti parlano più di una piacevole sorpresa: se riesci a catturare la loro attenzione sorprendendoli, saranno tuoi per sempre (se per esempio hai un negozio di abbigliamento da donna puoi regalare un foulard per ogni acquisto di un costoso tailleur).
  5. Creare valore con i clienti non è un’attività costosa: il concetto “Frugal WOW” è molto importante per le piccole aziende o gli store online.
  6. I consumatori rimarranno “attaccati” ai tuoi programmi di fedeltà: devi però dare loro un buon motivo.
  7. I consumatori amano le storie legate ai brand: ma riuscirai a vendere di più solo se l’utente percepisce che la storia è vera ed originale.
  8. Se stai provando ad innovare, i tuoi clienti fedeli sono una grande risorsa: molte ricerche hanno messo in evidenza la relazione tra i clienti acquisiti e l’innovazione aziendale.
  9. Vogliono vivere un’esperienza: vendere del “tempo” piuttosto che un prezzo basso è il miglior modo per dare valore al tuo brand.
  10. Se non parli di soldi, i clienti si sentiranno maggiormente al centro dell’attenzione: i consumatori non vogliono sentirsi un numero, ma delle persone.

 

Come funziona Google?

Prima di effettuare qualsiasi azione di promozione online o attività di marketing digitale bisogna conoscere gli strumenti che si vanno ad utilizzare. Principio basilare di ogni strategia di successo. In particolare, oggi, qualsiasi marketer deve conoscere molto bene Google. Anche Facebook, le piattaforme di email marketing, bla bla bla, ok va bene ma soprattutto Google.

E allora diventa fondamentale porsi la domanda: come funziona Google?

Le risposte possono essere tante, perché tante sono le sfaccettature e i servizi offerti da Google, quindi a me piace rispondere a questa domanda non focalizzandomi su Google bensì sugli utenti, i veri protagonisti della nostra storia.
Partiamo da un esempio concreto.

Immaginate una persona che va sul motore di ricerca Google ed effettua la seguente ricerca: “pizza napoletana“.
Fatto? Bene.
Quindi avete capito come funziona Google? No?!?
Ok vi do un aiutino.
Questa generica persona in realtà sta cercando “pizza napoletana” tramite un dispositivo mobile, ha circa 25 anni e sono le 20.30 di un sabato sera di giugno. Così va meglio?
Secondo voi che cosa sta cercando questo utente? E quali sono i risultati di ricerca che Google gli mostrerà?
Beh molto probabilmente la persona in questione è in giro con gli amici e sta cercando un locale in cui mangiare una buona pizza napoletana, quindi Google gli mostrerà i siti web che hanno inserito nel proprio menu la pizza napoletana.

Se invece vi dicessi che la stessa ricerca è stata fatta alle 11 di mattina di un qualsiasi martedì di novembre da una persona di circa 40 anni attraverso un pc o un ipad, le cose cambiano?
Certo che sì! Cambia praticamente tutto!
Seguendo la logica non abbiamo più un gruppo di amici che cerca un locale in cui mangiare, ma qui abbiamo una presumibilmente donna che sta cercando la ricetta della pizza napoletana per farla in casa. Di conseguenza bene fa Google a non mostrarle i locali e i pub, ma una serie di siti e food blog in cui si spiega esattamente come cucinare un’ottima pizza napoletana.

Adesso forse è più semplice rispondere alla domanda iniziale: come funziona Google?

Google ha come obiettivo primario fondamentale quello di offrire agli utenti risposte quanto più pertinenti possibile in base alla ricerca effettuata, pertanto lavora per comprendere al meglio le intenzioni dell’utente, inserendole all’interno di un contesto geografico e temporale, ed offrendo loro, immediatamente, la miglior risposta possibile.

Da questo basilare concetto, unito al fatto che Google è una società che fa business (non dimentichiamolo mai), parte ogni altro ragionamento: come si ottimizza un sito web? come si crea una campagna performante su Adwords? come utilizzare Youtube (il secondo motore di ricerca al mondo) per il proprio business?
Google funziona beneEcco, Google funziona proprio così 🙂

SEO: classificare gli intenti di ricerca

A cosa serve la SEO? A fornire risposte utili e rilevanti a coloro che effettuano una ricerca.

Per questo motivo, per chiunque abbia voglia di realizzare una strategia seo, si rivela essenziale comprendere a fondo qual è l’intento di ricerca degli utenti, o in altre parole, cosa desiderano realmente trovare.
Deve essere chiaro a tutti che l’utente web quando effettua una ricerca su Google vuole trovare qualcosa di specifico, e non arrivare su una pagina qualsiasi.

Determinare l’intento di ricerca

Come prima cosa è utile effettuare una classificazione degli intenti di ricerca, capire quali sono le differenti tipologie di ricerca in modo tale da schematizzare e quindi semplificare la nostra analisi.
La ricerca può essere effettuata con l’intento di:

  • di navigazione
  • di informazione
  • transazionale

Ricerche con l’intento di navigazione

L’intento di ricerca di navigazione è quello di individuare un determinato sito web oppure una particolare pagina web, un forum, una directory, un portale o un blog. Spesso l’utente ha ben in mente il sito che vuole raggiungere ma non ne ricorda esattamente il nome oppure lo ha completamente dimenticato. O ancora non ricorda l’estensione del dominio di primo livello (.it o .com), quindi utilizza il motore di ricerca per agevolare la navigazione.
Pensiamo a tutti coloro che cercano su Google la parola “Facebook”: chi di noi non lo ha mai fatto?

Ricerche con l’intento di informazione

L’intento di ricerca informativo si configura quando l’utente cerca di individuare il contenuto relativo ad un determinato argomento, vuole apprendere una particolare nozione, in pratica si vuole informare su qualcosa.
Che tempo fa oggi? Qual è il risultato della partita? Quando parte il treno per Torino?
Il motore di ricerca qui viene usato come suggeritore di risposte.

Ricerche transazionali

L’intento della ricerca transazionale è finalizzato al compimento di un’azione: comprare un prodotto, chiedere informazioni su un servizio, registrarsi ad una newsletter, noleggiare un auto. L’utente in questi casi utilizza il motore di ricerca per trovare un sito web che possa offrirgli ciò che vuole comprare o a cui possa richiedere l’esecuzione di alcuni servizi.

Conclusioni per fare SEO

Come è facile immaginare la maggior parte delle ricerche sono di carattere informativo, circa 8 su 10 sono effettuare con l’obiettivo di reperire un’informazione, chiedere qualcosa, capire un determinato argomento. E solo 2 su 10 sono navigazionali o con l’intento di effettuare una transazione.

Capire cosa spinge gli utenti ad effettuare una determinata ricerca, le modalità utilizzate per scrivere la query e comprendere come Google reagisce a tali ricerche sono attività fondamentali per coloro che fanno SEO e sono certamente propedeutiche a tutte le operazioni tecniche on-page e off-page.

Prima è necessario capire e solo dopo si può agire, specialmente quando si fa SEO.

SEO e intento di ricerca

Virtual Data Room: perché sceglierle?

Partiamo prima con un po’ di storia e cerchiamo di capire cosa sono le Data Room, ancor prima di diventare Virtual.

Data Room e Virtual Data Room

Le Data Room sono dei posti utilizzati nelle operazioni di due diligence per la cessione di un’azienda o di un ramo di essa, in cui i rappresentanti aziendali si ritrovano per la cessione di un’azienda o di un ramo di essa.

Le Data Room sono luoghi “protetti”, perché in essi il venditore rivela all’ipotetico acquirente informazioni strettamente confidenziali, assolutamente da non divulgare all’esterno e dunque riservate, che riguardano il bene in vendita.

Originariamente si trattava di luoghi fisici, stanze sorvegliate costantemente,situati presso l’azienda messa in vendita o nella sede dei suoi legali, dove i potenziali acquirenti entravano, spesso uno per volta, per poter consultare tutti i dati della società di loro interesse in maniera sicura e blindata.
Spesso, quando si trattava di grosse società o di operazioni finanziarie di alto profilo, era necessaria la presenza di consulenti esperti in varie discipline che aiutassero nelle operazioni di studio e consultazione dei dati, al fine di poter valutare la fattibilità dell’operazione stessa.
Si comprende agevolmente, dunque, come questa procedura fosse dispendiosa sia in termini economici che di tempo: recarsi nella data room, uno alla volta, esaminare i dati, riunirsi poi al fine di discuterli in team e valutare l’entità della transazione comportava infatti un notevole dispendio di denaro e tempo.VDR o Data Room

I vantaggi delle Virtual Data Room

Per ovviare a questo problema, mantenendo i caratteri di estrema riservatezza che l’operazione richiedeva, non appena la tecnologia ha messo a disposizione i mezzi necessari, le data room hanno ceduto il passo alle Virtual Data Room, ovvero un sofisticato spazio web riservato ai potenziali clienti e alle persone direttamente coinvolte nell’operazione finanziaria, ai quali viene fornito un documento di accesso e una password segreta.

In tal modo, abbattendo quasi completamente i costi della Data Room, la Virtual Data Room ha permesso di accedere a dati riservati, scaricarli, valutarli ed analizzarli, senza costringere gli interessati a spostamenti spesso costosi e talvolta improduttivi, facilitando una comunicazione diretta e veloce tra tutte le figure coinvolte nell’operazione.

Le caratteristiche delle Virtual Data Room

La riservatezza è fatta salva attraverso diverse garanzie di sicurezza: coloro i quali accedono alla Virtual Data Room devono garantire di non divulgare le informazioni riservate ivi contenute; l’acquisizione dei dati viene tenuta sotto controllo con metodi certificati, che registrano l’identità di chi accede ai dati, la tipologia di dati consultata ed eventualmente scaricata e i tempi di connessione di ciascun soggetto.

La Virtual Data Room consente, tra le altre cose, la comunicazione tra potenziali acquirenti e venditore, al quale si possono porre domande in presa diretta o richiedere eventualmente altri documenti contenenti ulteriori informazioni necessarie al potenziale acquirente nella valutazione dell’operazione finanziaria, abbattendo lungaggini che invece si verificavano con il sistema della Data Room.

Chi ha scelto le Virtual Data Room

Importantissime aziende internazionali si sono già avvalse di questo sistema assolutamente sicuro ed innovativo per condurre transazioni aziendali di estremo rilievo economico, tra cui Finmeccanica e Club Med (fonte: Borsa Italiana).

Risulta evidente che avvalersi di una Virtual Data Room diventa una scelta quasi obbligata per le aziende che vogliano proteggere dati riservatissimi e che vogliano facilitare lo scambio di informazioni tra eventuali acquirenti e venditore, senza rinunciare alla sicurezza dello scambio di informazioni così preziose ai fini economici e finanziari, ma eliminando tutti quei costi che una semplice Data Room tradizionale richiedeva.

Internet ha permesso di annullare le distanze geografiche tra noi ed il resto del globo e senz’altro, dal punto di vista finanziario, con la creazione della Virtual Data Room ha segnato un grosso passo in avanti nel processo di cessione di aziende o rami d’azienda, che spesso si configura come un iter molto complesso, ricco di insidie, delicatissimo e oneroso sia in termini economici che di tempo.

Marketing in Blues