Il crescente utilizzo delle tecnologie informatiche o ICT come strumento di business (E-Business) influisce profondamente sull’economia di un paese. Molti studi hanno infatti dimostrato che le variabili (macro)economiche sono strettamente correllate all’andamento dell’E-Business che quindi ha un impatto significativo sui flussi economici nel breve e nel lungo periodo.
In ordine sparso è possibile analizzare alcune di queste correlazioni.
A futura memoria scolpisco in questo post ciò che secondo Kotler ogni azienda NON dovrebbe assolutamente fare ovvero di dieci peccati capitali del Marketing:
L’impresa non è sufficientemente focalizzata sul mercato e “cliente-centrica”
L’impresa non conosce a fondo i clienti obiettivo
L’impresa deve definire e monitorare meglio i concorrenti
L’impresa non ha gestito adeguatamente i rapporti con gli stakeholder
L’impresa non riesce a individuare nuove opportunità
La pianificazione di marketing dell’impresa è inadeguata
Le politiche aziendali relative a prodotti e servizi devono essere integrate
Le capacità di comunicazione e di costruzione del marchio sono insufficienti
L’impresa non è organizzata …
Il mondiale di calcio ormai è finito e nessuno ne parla più. Ed è prorpio in questo silenzio post-sbronza calcistica che proverò a mettere in luce una mia vecchia idea: il calcio è lo specchio dei popoli.
Sì è vero, si dice la stessa cosa della politica, di solito la classe dirigente rispecchia in pieno gli elettori che rappresentano.
Quin invece voglio mostrare come le nazionali di calcio incarnano a fondo le caratteristiche e i marchi distintivi dei popoli che (anch’esse) rappresentano.
“Quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività.”
OPPURE
“Non accetto la teoria della relatività, così come non accetto assolutamente l’esistenza degli atomi o di altri dogmi analoghi.”
Quale delle due frasi non è di Einstein?
Il fisico Leo Szilard un giorno rivelò all’amico Hans Bethe l’intenzione di tenere un diario:
“Non intendo affatto pubblicarlo. Voglio solo tenere un registro dei fatti per poter informare Dio“.
“Non credi che Dio lo sappia già, come sono andati i fatti?” gli chiese Bethe.
“Certo che lo sa” disse Szilard. “Però non conosce ancora la mia versione.”