Gabriele Granato | Marketing e Web

Test sulla felicità

Potendo scegliere cosa vorreste vi accadesse per vivere una vita felice?

A) Vincere 10 milioni di euro alla lotteria.
B) Subire un incidente invalidante.
 
Penso di poter prevedere la vostra risposta 🙂 e sappiate che tutti avete scelto l’opzione A perché è stata la vostra corteccia pre-frontale (una parte del cervello) a decidere per voi.
La corteccia fa un sacco di cose, ma una delle cose più importanti che fa è aiutarvi a simulare le esperienze, senza la necessità di viverle realmente.
 
In pratica avete simulato entrambe le opzioni ed avete immaginato i due possibili futuri decidendo che vincere alla lotteria sarebbe l’opzione che vi rende più felici.
 
Sappiate però che la vostra corteccia vi porterebbe a sbagliare.
Infatti uno studio di Harvard ha dimostrato che un anno dopo aver perso l’uso delle gambe e un anno dopo aver vinto la lotteria, sia i vincitori della lotteria che i paraplegici sono felici allo stesso modo della loro vita.
 
Il fenomeno si chiama “impact bias” o pregiudizio sull’impatto che è la tendenza del simulatore a funzionare male. Il simulatore può farvi credere che vari esiti saranno più diversi di quanto in realtà non siano.
Impact-Bias
 
Ciò che ci frega è che pensiamo che la felicità sia una cosa da trovare, un sogno da raggiungere. Niente di più sbagliato, e sbagliamo perché siamo portati a credere che la “felicità naturale” (quella che otteniamo quando otteniamo ciò che vogliamo) sia migliore della “felicità sintetica” (quella che creiamo quando non otteniamo ciò che vogliamo).
E una scelta della società in cui viviamo credere fortemente che la felicità sintetica sia di tipo inferiore. Perché crediamo questo? Beh, è molto semplice. Che tipo di motore economico continuerebbe a produrre se credessimo che il non ottenere ciò che vogliamo potrebbe renderci altrettanto felici dell’ottenerlo?
 
Un centro commerciale pieno di monaci Zen non sarà particolarmente profittevole, perché i simpatici amici non desiderano abbastanza cose.
 
Naturalmente un’operazione chirurgica e un viaggio ai Caraibi non sono la stessa cosa 😀 è ovvio che alcune cose sono migliori di altre, è giusto avere preferenze che ci portano verso un futuro piuttosto che verso un altro.
Ma quando queste preferenze, sogni e desideri ci spingono troppo forte e troppo velocemente perché abbiamo sovrastimato la differenza tra questi futuri, stiamo sbagliando qualcosa.
 
Quando la nostra ambizione è entro certi confini, ci porta a lavorare con gioia. Quando la nostra ambizione è sconfinata, ci porta a mentire, ingannare, rubare, ferire gli altri, a sacrificare le cose che hanno vero valore.
 
In pratica non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo dentro di noi la capacità di costruire volontariamente lo stesso prodotto che stiamo costantemente inseguendo.
Nonostante la società gli altri o i guru di turno ci dicano l’esatto opposto: inseguire dei sogni non ci renderà più felici che vivere intensamente la vita che abbiamo 🙂
 
(Liberamente tratto da “The surprising science of happiness” di Dan Gilbert, Harvard psychologist)

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