Gabriele Granato | Marketing e Web

L’etica aziendale e il piacere di stare insieme

Se la morale è l’insieme dei valori e principi che ci vengono dettati dalla coscienza individuali e secondo i quali l’uomo agisce, ecco che il diritto sono quelle norme che lo Stato sanziona con i propri tribunali e con la propria forza esecutiva.

In pratica le norme morali sono le libere scelta che come individui facciamo ogni giorno (l’educazione e il contesto ambientale giocano un ruolo fondamentale, ma tutto sommato si ha sempre la possibilità di cambiare idea e modificare la propria condotta morale), invece le norme di diritto che ci vengono imposte da un soggetto superiore dotato di forza impositiva e decisionale.

Tra questi due estremi si posiziona l’etica.

Secondo una visione etica i valori comportamentali non sono liberamente scelti (morale) e ne imposti da un soggetto dotato di imperio (diritto), bensì sono condivisi in una relazione intersoggettiva che si sviluppa entro uno “stare-insieme” relativamente stabile.

Secondo Hegel, sono le relazioni etiche quelle che tengono insieme gli individui e consentono il coordinamento intersoggettivo dell’agire, così come sono le relazioni etiche esistenti a costituire il vero criterio su cui fondare l’agire individuale.

Se trasponiamo questi concetti nell’analizzare le azioni di un’organizzazione imprenditoriale è chiaro che l’etica aziendale non è determinata tanto dal contenuto dei suoi comportamenti, quanto dalla fonte della doverosità di quei comportamenti.

Il comportamento è etico solo quando è l’esito di un incontro, di una relazione, di una scelta condivisa tra l’azienda e coloro che ne fanno parte.

Ciò avviene non perché ci sono delle leggi che lo impongono e non perché dei valori morali inducono la nostra coscienza a tenere determinati comportamenti.

Quest’incontro avviene perché sono i singoli a decidere di agire eticamente e di costituire un gruppo.

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  • Non sono all’altezza di argomentare troppo: ho studiato filosofia troppi anni fa. Condivido l’idea di fondo dell’articolo. Peru00f2 nella mia testa risuona la parola “whistleblower”, una figura ricorrente nella storia delle aziende USA, oggetto e soggetto anche di film. Domando: come inserisci questa figura del “buono” che per via di certi valori morali denuncia un comportamento non accettabile dell’azienda od organizzazione di cui fa parte? Evidentemente c’u00e8 un contrasto tra la sua etica e quella aziendale. Quest’ultima, evidentemente “cattiva”, non puu00f2 nascere dai singoli che ne fanno parte, non da tutti. Ritieni possibile che la “corporation” abbia, per cosu00ec dire, una “sua” etica indipendente?

    • Bella domanda claudio… io direi che le nuove organizzazioni aziendali non possono non fondarsi su valori condivisi.nE’ finita l’epoca delle grandi aziende impersonali, o meglio, sta per finire.nIl futuro u00e8 sentire l’azienda, se la chiamiamo “impresa” rende di piu00f9 l’idea, come propria.nNon sempre si riesce ma lo ritengo fondamentale.nNaturalmente qui si parla di valori etici, quindi condivisi, e non di valori morali sottoposti quindi a qualche ideologia religiosa per esempio.nnPer tornare al tuo esempio: un’azienda “cattiva” con dei comportamenti non “etici” ha vita breve. E colui che decide di comportarsi eticamente andando contro la propria azienda, probabilmente saru00e0 l’unico che si salveru00e0, scappando e cercando qualcosa di diverso in tempo.nnQuesto, infine, comporta l’impossibilitu00e0 di distinguere nettamente il management dal resto della popolazione aziendale: i ruoli sono diversi, le responsabilitu00e0 e i poteri, ma la passione egli obiettivi di fondo devono essere gli stessi.nIn pratica non ci puu00f2 essere un’azienda dove ognuno ha la propria etica e di conseguenza segue la propria corrente.nnGrazie per la stimolante discussione 🙂

      • M Baricca

        Per avere collaboratori eccellenti u00e8 necessario essere eccellenti. Il livello etico dell’imprenditore u00e8 indiscutibilmente un segnale di com’u00e8 l’azienda perchu00e8, come si sa … il pesce puzza dalla testa.nPersone non etiche, aziende non etiche, paesi non etici, nazioni non etiche … sono destinate alla rovina: u00e8 solo questione di tempo.u00a0nE’ facile dire, in questi mesi … lo abbiamo sotto gli occhi.nSi puu00f2 fare qualcosa? Si, dipende dal livello etico di ognuno di noi, indivindualmente. 🙂